Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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La politica delle mance

Nessun investimento serio, ma soldi a destra e sinistra.

di Giuseppe Turani |

Stiamo vivendo tutti vite un po’ infelici. E, purtroppo, avanza il degrado sociale e politico. Il signor Giletti, una specie di zero nel mondo giornalistico, che segue con telecamera nascosta la fidanzata di Conte per sorprenderla in comportamenti impropri (si sarebbe fatta aiutare dalla scorta del fidanzato), è solo l’ultimo episodio. O meglio: l’ultima porcheria. Se Giletti non ha niente di meglio da fare, vada a coltivare patate. Ci sono cose più importanti di cui occuparsi. Sempre che Giletti ci arrivi, ma dubito.

Ma questo è solo un peccato di stile. Purtroppo c’è di peggio. Tipo l’idea di Conte di arruolare una task force (ne avremo già trenta) per gestire i miliardi in arrivo dalle Ue, 209. Trecento persone, pare.

Qui si sfiora il manicomio. Una simile folla di gente è di fatto non gestibile. Sarà tutta una roba in remoto quindi via telefoni. Immagino la batteria del Viminale che dichiara forfait e si dà all’agricoltura, prima di impazzire.

Piccolo aneddoto. Quando era ministro Nino Andreatta, risolse il problema della vigilanza andando a dormire in una caserma dei carabinieri, una brandina e via.

Ma torniamo alle 300 persone per gestire i soldi della Ue. In realtà ne basta una sola. Importanti multinazionali hanno scelto manager italiani per gestire i loro business miliardari sparsi in tutto il mondo.

Conte provi a chiamare Colao e gli affidi la pratica. Ma non può farlo: lo ha già chiamato e poi se n’è dimenticato.

Il problema vero, poi, è che di questi soldi (una specie di regalo di Natale) non si sa che cosa fare. Non ci sono progetti importanti, non ci sono visioni, non c’è niente.

Allora avanzo un piccolo suggerimento. Lo stesso che i consulenti diedero alla città di Pittsburgh, ex capitale americana dell’acciaio, quando dovette cercarsi un futuro perché la stagione dell’acciaio era finita: “Prendete tutti i soldi che avete e buttateli su due cose, scuole e sanità”.

Scuole perché l’istruzione sarà sempre più importante, e sanità perché la gente ormai pretende di essere curata al meglio. Sa che si può e lo chiede.

Aneddoto. Una volta un’azienda giapponese doveva fare un nuovo impianto in Francia. Come scegliere? Mandò uno suo dirigente in varie città francesi. A un certo punto questo faceva finta di svenire nella hall dell’albergo e poi aspettava i soccorsi, cronometrando.

In Italia, comunque, alla fine i soldi saranno distribuiti come al solito. Tot per aggiustare quel ponte, tot per quel pezzo di  strada, tot ancora perché l’ha chiesto il deputato Piripicchio. E’ quella che Bruno Trentin chiamava la politica delle mance.

E questo spiega perché siamo in ritardo su tutto. Non investimenti, ma manca distribuite sul territorio.

Questa volta sarà diverso? Non credo.