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Berlusconi privato

Il Cavaliere e i suoi alleati, Meloni e Salvini, imbarazzanti.

di Giuseppe Turani |

E’ rimasta famosa la breve passeggiata nel parco di Arcore di Berlusconi con Bossi in  canottiera. Salvini invece non ha la stessa confidenza con il Cavaliere. Anzi, probabilmente ne ha una conoscenza solo superficiale, rozza.

Ma Berlusconi è una persona complessa. E non certo banale. Ha costruito una città satellite, Milano 2, semplicemente perfetta. Quando ha deciso di entrare nella tv commerciale, ha finito per comprare tutti i concorrenti. Famoso il suo  incontro con Cuccia (forse l’unico),  che lo invitava a rilevare Rete 4 dalla Mondadori. Ma il Cav non voleva, quella roba era un pasticcio. E Cuccia: non vorrà passare alla storia come il signore che ha fatto fallire la Mondadori?

Ok. Assegno, e via. Sgombrato il terreno dai concorrenti tv, si è poi comprato la Mondadori tutta intera. Più che altro una piccola vendetta postuma, è indifferente ai libri e alle riviste. Infatti l’ha poi affidata alla figlia Marina e se n’è dimenticato.

Berlusconi, cioè, è un uomo molto pratico e concreto. A un certo punto della sua storia per almeno una decina di anni ha guadagnato ufficialmente un miliardo di lire al giorno, dopo le tasse, sabati e domeniche comprese.

Quando decide discendere in politica, telefona alle 7 di mattina: “Ma tu pensa, mi toccherà discutere con Veltroni, uno che ha fatto solo volantini e scioperi nella sua vita”.

Un altro giorno telefona: “Il mio autista è già sotto casa tua, scendi e vieni a colazione a Arcore, dobbiamo parlare”. Risposta: “Silvio non si può, mi ha querelato una settimana fa, non è elegante che ci sediamo allo stesso tavolo”. Lui: “Tu vieni, mentre arrivi ritiro la querela”.

A tavola (tagliatelle in bianco buonissime): “Ma perché mi quereli sempre?”. Risposta: “Ma non sono io, è il mio staff, quelli sono sempre nervosi, dicono che devono proteggermi”.

Qualche giorno dopo mi tocca davvero andare in tribunale, il suo avvocato è una vecchia conoscenza, l’avvocato socialista Agostino Viviani. Che mi rassicura subito: “Mi ha detto Silvio di romperti le scatole per un paio di settimane, poi ritiriamo la querela, è già deciso”.

In un’altra occasione, la mia fidanzata organizza una colazione con quelli che ritiene essere miei amici. C’è, fra gli altri, De Tomaso, un po’ in imbarazzo perché non trova dove nascondere la pistola (in casa ci sono dei bambini), finirà in cima a un armadio. E c’è Berlusconi, compitissimo. Il giorno dopo per ringraziare la padrona di casa le farà arrivare un set completo di pentole (di quelli pubblicizzati dalle sue reti).

Il Maestro di Arcore è fatto così. Se vuole piacere sa come si fa. Ma è il più tremendo individualista che io conosca: prima viene lui e dopo ancora lui.

E’ del tutto evidente che considera Salvini e la Meloni due piccoli esseri che in Mediaset nemmeno ai cessi potrebbe sistemare. Ma è un uomo realista. Se vuole stare in politica con questi deve fare amicizia (finta). Pronto però a sganciarsi se questi non capiscono l’aria nuova. E’ quello che sta accadendo in questi giorni. Con l’elezione di Biden alla Casa Bianca è cambiato tutto: il nuovo presidente vuole regolarizzare 11 milioni di immigrati oggi clandestini.

E a Berlusconi interessa più Biden (o Macron) che Salvini o i suoi amici impresentabili, Orban, la Le Pen. A Silvio serve stare dentro la corrente, non fuori, in compagnia di tristi figuri della reazione europea.

Se Salvini  non capisce e non si adegua, il Cavaliere se lo può scordare.