Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Gli stolti

I nostri governanti davanti al Covid hanno scelto la linea morbida per compiacere i loro elettori. Così si sono ritrovati con gli infettati in aumento

di Giuseppe Turani |

Nel libro di Heller “Comma 22” (squadriglia di  bombardieri, isola di Pianosa) c’è un colonnello che ha un solo compito: va nelle città non ancora liberate (ad esempio, Firenze) e cerca e affitta gli appartamenti migliori per i suoi ufficiali e le loro ragazze.

Ecco, nelle presenti circostanze in Italia è mancato qualcuno del genere, capace di prevedere e anticipare. Si è arrivati all’invenzione (unica al mondo) dei banchi con le rotelle, ma nulla si è fatto per i trasporti: e così gli studenti viaggiano ammassati sugli autobus, rendendo inutili tutte le precazioni successive.

Gli esperti di musica sanno che la qualità del suono è data dal peggiore componente utilizzato: l’amplificatore può essere ottimo, ma se il giradischi è scarso, il risultato finale sarà scarso.

Con il Covid è la stessa cosa: se si vuole proteggere, tutta la catena deve essere in sicurezza. Trasporti compresi, ovviamente.

Ma, va detto, abbiamo un governo di assoluti principianti: più che prevedere e organizzare l’emergenza, la inseguono, si fanno trascinare. Giorno per giorno. Spesso e volentieri piegandosi alle richieste della parte più stolta della popolazione. Il calcio? Ma sì, giocate pure.

Le discoteche? Ma si, solo fino a mezzanotte.

Il concetto che magari sia meglio una chiusura in più che una in meno non sfiora queste menti.

Detesto le citazioni, ma qui viene di proposito una di Churchill: potevano scegliere fra il disonore e la guerra, hanno scelto il disonore, avranno la guerra.

I nostri potevano scegliere fra un atteggiamento deciso, severo, e il lassismo. Hanno scelto il secondo, adesso hanno i contagiati un aumento e strillano.

Coglioni.