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Le scelte sbagliate di Conte

Bonus e soldi alla gente  per far ripartire l'economia: una scelta miope.

di Giuseppe Turani |

Il problema numero 1 dell’Italia è la produttività, che non cresce dai tempi di Noè. Che cosa sia la produttività è abbastanza chiaro e il suo aumento è un fatto naturale, automatico. Se la vostra colf viene in casa a fare i mestieri e impiega tre ore, dopo qualche mese impiegherà un po’ meno, e poi ancora meno: aumenta, cioè, la propria produttività.

I sistemi economici seguono grosso modo le stesse regole: se per fare una certa cosa impiegano un certo tempo, con l’esperienza imparano a farlo più in fretta. Quindi a parità di risorse impiegate (lavoro e capitale) si produce di più e si può incassare di più dalla vendita della produzione.

Bene. Il governo Conte, invece di puntare sull’aumento della produttività, ha scelto la strada opposta, e sterile: l’aumento della domanda, attraverso una grandinata di bonus, cioè di denari distribuiti al popolo, un po’ veri e un po’ falsi. L’idea, infantile, è che la gente (con i soldi pubblici) acquisterà più cose e quindi rilancerà l’economia. Accetto scommesse: fra un po’ ci si accorgerà che sono aumentate di molto le importazioni (computer, telefonini, ecc.) e sarà chiaro che abbiamo finanziato l’economia degli altri paesi e non la nostra. Ormai importiamo persino i prodotti agricoli.

Ma perché Conte ha fatto questa scelta suicida? Purtroppo è semplice da capire. Intervenire sulla produttività significa ridisegnare il sistema produttivo, cambiare il modo di fare certi lavori, usare di più l’informatica e in modo corretto. Vaste programme, avrebbe detto il generale De Gaulle.

Invece distribuire soldi alla gente perché corra nei negozi a spendere, è un lavoro semplice, anche la scimmia Bobo riuscirebbe a farlo. Peccato che poi la gente va in negozio e si compra l’ultimo Ipad fatto in Cina e non piselli o riso di Vercelli.

In sostanza, non abbiamo soldi, ma ne stiamo buttando via parecchi per finanziare le economie degli altri paesi.

Insomma, poveri, ma generosi. Dei veri signori. O dei cretini.