Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Anatomia del bauscia

Vive di würstel e crauti, non ha mai lavorato, ha avuto almeno mille donne, lo trovi sempre nei bar.

di G.T. |

Bauscia è una figura tipica milanese che forse esiste solo nella città dei Navigli. In genere staziona nei bar, dove tiene banco sulla politica, la filosofia e il calcio. Il suo linguaggio è basico: 300-400 vocaboli, il dizionario dei nostri migranti del primo Novecento. Non conosce l’esistenza dei congiuntivi. Per principio esclude qualsiasi contradditorio. Emana solo sentenze definitive, senza appello. E’ molto ripetitivo, i concetti sono elementari (con 300 vocaboli…).

Per dare forza ai suoi ragionamenti lancia occhiate minacciose in tutte le direzioni, magari gonfia anche un po’ il petto. Se c’è un biliardo, tira palle a caso, con l’aria di chi è stato un campione da giovane, ma poi è passato a cose più raffinate, l’età media del bauscia è fra i 40 e i 50. Si ignora di che cosa viva, forse qualche eredità o qualche zia amorevole. In genere non ha mai lavorato e considera il lavoro una roba da froci (lui usa ancora queste parole).

Delle donne parla come ne avesse avute mille, ormai tutte in lacrime e distrutte dall’amore, e delle vere odalische a letto, soprattutto con lui che sa come prenderle. In realtà, è fidanzato con una compagna di scuola, un po’ racchietta, che ogni tanto gli fa due spaghetti o un panino imbottito.

Anni fa lo trovavi alla birreria Scoffone anche la sera tardi, sempre lì a concionare. E a mangiare wurstel e crauti, di cui è golosissimo perché è un cibo maschio, da uomini. Di base infatti è un tiratardi, il sonno non gli viene mai. A tratti sembra deciso a ragionare: avverte che c’è qualcosa di sbagliato, ma non saprebbe dire cosa.

Nei casi peggiori il bauscia si sposa persino. In quelli ancora più tremendi si dà alla politica.

Insomma, Salvini.