Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Un bastone per il compagno Nenni

La sinistra italiana si è liquefatta, manovre e manovrette.

di Giuseppe Turani |

Fra i miei lettori ho una maggioranza di soggetti di area Pd. Probabilmente perché pensano che sia renziano o del Pd medesimo. Ma non è vero. Ho smesso di occuparmi di politica attiva molti anni fa. Adesso osservo. Vedo in giro brutta gente, dalla Meloni a Salvini. Gente brutta, ignorante, inadeguata, inutile e dannosa.

Ma anche sulla sinistra c’è parecchio da dire. La sinistra, a differenza di questi fenomeni di oggi, ha una storia lunghissima e a tratti gloriosa. Nasce nell’800 con le prime società di mutuo soccorso. Poi arriva il partito socialista. I suoi militanti affrontano la bufera del fascismo, vanno in galera, scappano all’estero, organizzano la resistenza, contribuiscono infine a costruire questa repubblica.

La sinistra (penso che lo si possa dire) fa parte di noi, della nostra storia, anche di quelli che oggi magari sono di destra. La sinistra è stata fatta da tantissimi militanti sindacali e da tutti quei ragazzi e meno giovani che alla domenica andavano in giro a vendere l’Unità o l’Avanti. La sinistra italiana, giova ricordarlo, ha un lungo elenco di martiri, in cima ai quali io metto i fratelli Rosselli, fatti ammazzare e sgozzare in Francia dal fascismo, che si servì dei cagoulard.

La sinistra italiana non è Zingaretti e nemmeno Renzi (che fra l’altro viene dai cattolici). La sinistra italiana è quella cosa  che ho cercato di descrivere prima.

Ebbene, se uno guarda il Pd di oggi, che dovrebbe essere l’erede di quella storia, si accorge che non c’entra niente. E’ una specie di impasto senza senso e senza volto, dedito a manovre a manovrette che si collocano fra la vergogna e il ridicolo. Come si fa a promettere a Virginia Raggi, il peggior sindaco nella millenaria storia di Roma, un posto nel governo se rinuncia a ripresentarsi in modo da poter infilare al Campidoglio un funzionario del Pd? Come si fa a perdere tempo con una specie di ameba, il ministro Azzolina, che pensa a sedie per gli studenti con le ruote (per andare dove?).

Ma, soprattutto, dove stanno i programmi? Che cosa vuole questa sinistra? Nell’800 volevano addirittura abolire la proprietà privata. Adesso, forse, vogliono semplicemente la proprietà di qualcosa.

Pietro Nenni, che ne aveva viste tante nella sua vita, alla nascita del primo centro sinistra confidò a un amico: “Sai che molti si erano già fatti lo smoking?”.

Non voglio annoiare più di tanto. Mi limito a dire che in Italia la destra avanza (una destra orribile, ignorante, razzista, come non si trova nel mondo) perché la sinistra si è liquefatta. Difficile trovarvi un solo esponente di qualche valore. Una grande platea di gente qualsiasi.

Salvemini era venuto su da Molfetta, era certamente un uomo di sinistra, il fascismo aveva già deciso di arrestarlo e di farlo sparire. Venne salvato da Arthur Schelsinger senior, che lo chiamò in America e gli assegnò una cattedra ad Harvard, nel sacro tempio della cultura americana. Con il povero Salvemini che non sapeva una sola parola di inglese e che lo imparò leggendo libri gialli dozzinali. Posso anche ricordare, ma lo farò meglio più avanti, che il laboratorio di ricerca sulle particelle elementari dell’università di Chicago si chiama Fermilab.

Ecco, oggi mi guardo in giro e mi domando dove stanno i Salvemini del Pd. Non ci sono.

Solo grigi personaggi, probabilmente già con lo smoking nell’armadio. Se Nenni, dall’alto dei cieli, avesse una pertica lunga abbastanza, li prenderebbe tutti a bastonate.