Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Quando la sinistra era di sinistra

Attualità e ricordi di altri tempi, con breve nota auto-biografica.

di Giuseppe Turani |

È finita. Poiché sono ingenuo, pensavo che il Pd fosse l’ultima barriera contro il populismo dilagante. Ma mi sbagliavo. L’ultima novità è che adesso si progetta addirittura una fusione o un’alleanza organica con i 5 stelle. Da un punto di vista del puro spettacolo, spero che un eventuale dibattito Taverna-Orlando venga trasmesso a reti unificate, e più volte al giorno.

In termini generali, credo che a desiderare un’Italia liberal democratica, moderna siano rimasti quattro scemi.

Quella che sta avanzando, inoltre, è una politica cattiva, brutta. Il caso Colao né esemplare. Colao è un manager di livello internazionale, conteso dalle grandi multinazionali. Viene chiamato a dirigere una task force che prepari un documento per la ripartenza. Lo scrive e si tratta di un ottimo documento, pieno di cose interessanti. Ma viene subito liquidato e mandato in archivio. Il Colao medesimo viene un po’ irriso da una banda di analfabeti in televisione, gente che probabilmente non è nemmeno in grado di capire cosa sta scritto in quel testo e che a stento parla in italiano, sbagliando tutti i congiuntivi e che si felicita per l’apertura dei confini fra Italia e Germania, ovviamente inesistenti.

In compenso, si comincia a capire il perché del successo di robe come i 5 stelle e la Lega: se il Pd è quello che stiamo vedendo, forse aveva un senso votare per qualunque altra cosa. Il generale Pappalardo, esperto di aperitivi, farebbe bene a aprire un suo partito: avrà successo.

Il risultato netto di tutto ciò, comunque, è che la nostra crisi più grave degli ultimi Settant’anni alla fine sarà gestita da gente come Crimi, Taverna e altri che nemmeno voglio nominare.

Spesso vengo rimproverato perché continuo a citare personaggi del passato. Ma come si fa a non ricordare? Riccardo Lombardi, prefetto di Milano dopo la liberazione, o Tina Anselmi che armi in pugno occupa il provveditorato agli studi.

O, ancora, De Gasperi che su un traballante velivolo Skymaster (lungo la strada si dovrà fermare due volte) vola fino in America, non invitato, e torna a casa con i soldi per avviare la ricostruzione.

Subito dopo, si è fatto il miracolo economico, con migliaia di lavoratori che lasciavano i campi del Sud per correre a Milano e a Torino nelle nuove fabbriche che spuntavano ovunque.

Adesso, invece, i neostalinisti a 5 stelle pensano solo a un’economia statalizzata e quindi gestita da loro e dai lori amici e parenti. Un mix spaventoso fra stalinismo e medioevo. Una cosa che non esiste nel mondo.

La verità è che stiamo per essere governati, e in parte già lo siamo, da un’oligarchia di idioti.

UNA STORIA DI ALTRI TEMPI

Come commentare? Con le parole del compagno Bellinzona, comunista autentico, vecchia scuola, segretario della Camera del Lavoro di Voghera, una vita passata a controllare le buste paga degli operai perché non li fregassero. A un certo punto mette fuori un cartello: “La Camera del lavoro resterà chiusa nel mese di agosto, porto mia moglie al mare”. Rivolta degli operai.

Bellinzona, uomo paziente se mai ne ho conosciuto uno, convoca un’assemblea e fa un discorso consistente in due frasi: “Questa Camera del lavoro è stata chiusa dal fascismo per vent’anni, e non avete mai detto niente. Io vado al mare quindici giorni e mi rompete coglioni?”.

Indegnamente, presi il suo posto, limitandomi a dire a tutti: tornate fra un mese.

Unica emozione. Una mattina entrano due tipi mai visti, quando vedono me (giovane studente) dietro la scrivania del segretario rimangono un po’ perplessi, ma poi si fanno coraggio e si spiegano, esibendo una lettera del segretario della Camera del lavoro di Genova, in cui si prega di fornire ai “latori della presente” qualunque assistenza venga richiesta.

La questione è semplice. È in corso uno sciopero dei marittimi. Lo sciopero si può fare solo quando le navi sono ferme in porto, ovviamente. Ma gli armatori, mi spiegano, stanno concentrando proprio a Voghera marittimi crumiri. Se arrivano a Genova e salgono sulle navi, il nostro sciopero salta.

Siamo in agosto, sono quasi tutti in ferie, complicatissimo mettere insieme anche solo dieci compagni. Ma ci si riesce. I crumiri non lasceranno mai Voghera e i marittimi avranno il loro sciopero.

Erano altri tempi? Sì. Migliori. La sinistra era ancora una sinistra.