Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Essere Fiat / A Daytona con Ghidella

Un genio che amava le automobili e che cambiò la casa di Torino.

di Giuseppe Turani |

Essere Fiat non è semplice. Un po’ di auto bisogna pur farle, e la concorrenza è tanta. Poi bisogna venderle.

Fra i tanti oggi voglio ricordare Vittorio Ghidella, probabilmente uno dei personaggi più singolari passati per Torino. Il suo primo incontro con Gianni Agnelli avviene all’inaugurazione di uno stabilimento Riv-Skf, dove la Fiat era azionista. Gli svedesi, che non lo avevano ancora visto, fanno i complimenti per la bellezza e funzionalità del nuovo impianto. L’Avvocato chiede, e gli spiegano che il merito va a un giovane ingegnere, tale Vittorio Ghidella.

Qualche anno dopo l’Avvocato in persona assume Ghidella e gli assegna la direzione del settore auto. Ghidella amava le automobili, sapeva tutto, e non smetteva mai di imparare. (Io gli sono grato perché sulla pista a catino di Daytona mi ha insegnato come si guida in queste circostanze: il volante non serve, solo l’acceleratore).

Ma proprio a Daytona, per spiegarvi chi era Ghidella, una mattina usciamo dall’albergo e c’era parcheggiata una bellissima Cadillac. Un collaboratore di Ghidella gli dice: ingegnere questi hanno già montato gli ammortizzatori di nuovo tipo. Ghidella si guarda intorno un po’ furtivo e poi di colpo si getta a terra e scivola sotto l’auto. Ne emerge dopo pochi secondi: è vero, dobbiamo sbrigarci.

Un’altra volta stiamo chiacchierando nel suo ufficio a Torino e gli spiego che sto girando con una Delta fantastica, super potenziata. Vuole fare un giro, scendiamo in strada e si mette al volante di quella che io chiamavo la iperDelta. Scende meravigliato e mi dice: ma chi ha fatto questa cosa stupenda? I suoi ingegneri Fiat, miei amici. Si mette a ridere e mi dice: me la lascia un paio di giorni? Poi gliela mando io a Milano.

Dopo qualche mese, entra in commercio una versione potenziata della Delta.

Ma non tutto era così semplice. Ricordo un giro dentro Mirafiori, dove i vari capannoni erano stati sventrati da cima a fondo: impianti tutti rifatti. Automazione così spinta che di più non era possibile. Sotto la sua gestione escono nuovi modelli come noccioline. E, soprattutto, la mitica Uno, successo mondiale di Fiat.

Anni dopo incontro un alto dirigente della Ford Italia. Si parla ovviamente di automobili, e lui confessa: guardi che qui non inventa niente nessuno, da anni tutti stiamo copiando la Uno, un po’ più lunga, un po’più larga, ma sempre di Uno si tratta.

Pagheremmo qualsiasi cifra per avere Ghidella con noi. Ma lui dice sempre di no.