Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Helicopter money

Distribure denaro come piovesse.

di Giuseppe Turani |

Il premier Conte e i suoi 400 esperti stanno studiando che cosa fare per far ripartire l’Italia. Finora non sono arrivate proposte serie o interessanti. I soliti maniaci propongono la stesura di un piano di politica industriale (come se i precedenti non fossero tutti ammuffiti in solaio).
In realtà, c’è una sola cosa da fare, richiede pochi minuti di impegno e i risultati sono garantiti: si tratta di ricorrere all’helicopter money, rapidamente e con decisione.
Questa operazione fu immaginata nel 1969 dal monetarista Milton Friedman. Persona seria, spiegò che si trattava di un’ultima spiaggia, di una risorsa estrema: quando non funziona niente e l’economia si ostina a ristagnare, rimane l’helicopter money.
In sostanza, la distribuzione di denaro a pioggia: un po’ a tutti. Salirà un po’ l’inflazione (che però non sempre è male), ma l’economia farà finalmente uno scatto in avanti.
Noi siamo esattamente in questa situazione. Con in più un’aggravante: la burocrazia. Non appena decidi di aiutare una categoria o l’altra saltano fuori 15 moduli da compilare, sette certificati da allegare, 14 documenti inutili.
L’helicopter money ha il vantaggio che non richiede niente. Si mettono i soldi direttamente sui conti correnti delle persone e delle imprese, e si spera che corrano in fretta a spenderli. Qualcuno, molto raffinato, sostiene anche che, affinché questi soldi non vengano tesaurizzati, di dare loro una scadenza: se entro un mese non vengono spesi non valgono più, scompaiono.
Insomma, le tecniche sono tante. Ma la logica rimane sempre quella di Milton Friedman: distribuire denaro perché l’economia si rimetta in moto.
È facile. Ci può riuscire persino il governo Conte.