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"Aranciate, bibite, chinotti..."

A Taranto si cerca di distruggere il sistema industriale italiano, costruito miracolosamente dopo la guerra e fonte del nostro attuale benessere.

di Giuseppe Turani |

“Chinotti, bibite, aranciate…”, questo faceva fino a qualche anno fa il nostro attuale ministro degli esteri, girando sugli spalti del San Paolo di Napoli con il suo carico di bevande appeso sul davanti.

Non ha passato anni in clandestinità in Vaticano come De Gasperi, non era esule a New York come Don Sturzo, non era rifugiato a Vienna come Saragat. A casa sua non si parla in tedesco, come accadeva a casa del liberale Malagodi.

No. “Chinotti, bibite, aranciate…”.

Il fatto che il futuro dell’Italia industriale (averla costruita dopo la guerra è stato il vero miracolo) sia nelle mani di questo soggetto e della sua ex amica Barbara Lezzi dà un senso di brivido. E solleva pesanti interrogativi.

Si sa quale sia il disegno di Matteo Renzi, padre e principale sostenitore di questo governo un po’ ridicolo: avere il tempo per far decollare Italia Viva e, soprattutto, arrivare a nominare un successore di Mattarella degno e europeista. In questo momento si punta molto su Mario Draghi, e non potrebbe esserci scelta migliore.

Questo percorso presenta solo un’incongruenza. Il governo attuale è sostenuto da una larga presenza parlamentare dei 5 stelle, che nel paese sono di fatto morti, ma che avevano avuto un grande successo nelle ultime elezioni.

E i 5 stelle, benché di fatto defunti, marginali, irrilevanti, sono ancora in grado di provocare danni immensi. Si tratta di capire, cioè, se muore prima il paese o i grillini.

Quello che sta accadendo a Taranto è osceno. Hanno fatto tutto da soli. L’obiettivo è quello di liquidare la più grande acciaieria europea, di ridurla a macerie, impianti inutili e bloccati sullo sfondo del cielo azzurro. Da lì, e da 15 mila nuovi disoccupati, può partire la vertiginosa decrescita italiana: il nostro è un paese trasformatore. In genere trasforma idee in qualcosa che è fatto di acciaio: automobili, macchine utensili, macchinari vari. Togliere l’acciaio all’Italia è come togliere il legno a un falegname.

Ma il disegno grillino è proprio questo: lasciare il paese senza niente da fare. A giocare con bottiglie di vetro.

I grillini non sono gente normale. È ora di capirlo. Sono una setta religiosa, ormai morente per fortuna, che vede il paese come una sorta di Arcadia, con gente che legge poesie da mane a sera e mangia non si sa come.

Nel dopoguerra l’Italia ha stupito tutti per due cose: aver trovato la forza di scegliere la Repubblica invece della monarchia e aver costruito in pochissimi anni un sistema industriale che ci ha portati al sesto posto nel mondo.

Bene, a Taranto sta cominciando la distruzione di tutto ciò.