Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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O' guappo 'e cartone

Confonde il Cile con il Venezuela e De Gasperi con Mussolini, ma non se ne cura. (Con una delle fidanzate)

di Giuseppe Turani |

Come è noto agli esperti di analisi matematica, un cerchio di raggio zero si scinde in due rette perpendicolari, una reale e una immaginaria. Con Di Maio, che è persona di raggio zero, accade la stessa cosa. Quello reale confonde il Venezuela con il Cile, De Gasperi con Mussolini, la Costituzione con un cruciverba.

Quello immaginario pensa che stia amministrando un paese di 60 milioni di abitanti. Ma non è vero. Emana solo delle direttive, che in genere finiscono in niente.

Il più delle volte si arrotola su se stesso e produce effetti che nemmeno LSD. Ultimo caso: ha passato un giorno intero a dire che l’Europa doveva bloccare la vendita di armi alla Turchia. Tutti lo avevano già fatto, l’unico che se n’era dimenticato era lui.

Con quattro amici del bar è andato in strada a festeggiare il taglio di tot parlamentari, spiegando che si sarebbe risparmiato un miliardo di euro: si è dimenticato di dire in dieci anni o più.

Di Maio è fatto così: con i numeri, la geografia, la storia non ci azzecca quasi mai. Spara delle cose a caso e spera che gli vadano bene.

Un adeguato profilo psicologico direbbe che è solo in parte consapevole delle cose che dice o che fa. Però ha imparato a dire dei no secchi e definitivi: tipo no all’eliminazione della quota 100. Forse non ha ancora capito adesso di che cosa si tratta e in ogni caso si deve essere dimenticato che quota 100 è una balorda invenzione post-prandiale del suo ex amico Salvini.

Di Maio è anche il prototipo-simbolo del Movimento 5 stelle, che i questi giorni compie dieci anni. Il frutto più brillante di questo decennio passato a urlare “Tutti ladri” è lui. Un damerino, sempre con la cravatta e la cartelletta di ordinanza, a tratti anche con una fidanzata (ma non tanto spesso). Va detto, perché è giusto, che lui è anche il meglio, gli altri della sua squadra sono anche peggio, più sciamannati, convinti che fra Palazzo Chigi e il bar Sport del Lorenteggio non ci sia fondo molta differenza.

Lui è sicuro che farà il ministro ancora per due decenni, e così si è adeguato Veste e si comporta come pensa debba fare un ministro.

Sorride quasi sempre, e anche questo è mestiere, rassicurare il popolo e non fargli capire che lo stai rovinando.

Insomma, uno abbastanza furbo. O’ guappo ‘e cartone. Un po' reale, un po' immaginario.