Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

L'amore di De Benedetti per Repubblica

Disposto a ricomprarsela pur di non lasciarla finire in mano a terzi.

di Giuseppe Turani |

Non tutto è chiaro in quel che sta avvenendo all’interno della famiglia De Benedetti. Ci sono state discussioni sull’andamento del gruppo editoriale Repubblica-Espresso, di cui essa è proprietaria. Con l’Ingegnere che lamenta una certa trascuratezza contro il declino. Le discussioni non approdano a nulla. E venerdì scorso scoppia la bomba: l’Ingegnere propone di ricomprarsi il gruppo editoriale, personalmente. Offre, di fatto, circa 40 milioni per il 30 per cento della Gedi, dove sono raccolte tutte le attività editoriali.

Dalla Cir (che lui stesso ha regalato ai figli, qualche anno fa, quando ha deciso di ritirarsi dagli affari, e che controlla Gedi) gli rispondono che non se ne parla nemmeno: irricevibile la proposta.

Fin qui i fatti noti. Ma cosa sta veramente accadendo? Circolano molte voci. Le due più insistenti parlano di uno smontaggio del gruppo, con cessione di testate agli originali proprietari (La Stampa a Torino, ad esempio). Ma si parla anche di vendita in blocco. A essere interessati sarebbero alcuni gruppi stranieri. Ma anche italiani: Montezemolo, con amici, sarebbe fra questi. Il controllo di Repubblica, forse, servirebbe a rilanciare la sua avventura politica, finita un po’ nelle secche.

Ora, l’Ingegnere può essere criticato per molte cose, ma il suo amore, quasi dissennato, per Repubblica è una costante della sua vita. A suo tempo ha corteggiato a lungo Scalfari e Caracciolo perché gli vendessero il gruppo e quando questo è avvenuto è stato l’uomo più contento del mondo. Più tardi ha anche sostenuto di essere stato tra i fondatori del giornale, ma non è vero: aveva dato appena 50 milioni, e nemmeno suoi.

Imperante Scalfari come direttore-fondatore, l’Ingegnere si è limitato più che altro a guardare, in quegli anni il suo potere di intervento è stato zero. Anche perché fra i due c’era meno stima di quello che si può immaginare.

Adesso, l’amore per Repubblica porta l’Ingegnere a scontrarsi persino con i figli, probabilmente meno interessati di lui a tenersi in casa il gruppo editoriale. Non è escluso che Cdb li sospetti anche di essere favorevoli alla vendita per dedicarsi a business più interessanti.

C’è qualcosa di commovente in questa passione dell’Ingegnere per Repubblica, un giornale nel quale, a conti fatti, non ha mai contato molto. E ora, a 80 anni passati, scende di nuovo in pista in sua difesa contro le voci, reali o immaginarie, di una possibile vendita a terzi.