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Il governo degli spiccioli

Pochi soldi, stanziamenti quasi simbolici.

di Giuseppe Turani |

Governo degli spiccioli? Beh, un po’ sì. I soldi non ci sono, però non si può lasciare indietro nessuno, un occhio di riguardo per tutti. Quasi a dire: un giorno potremo, e allora faremo sul serio.

Così si stanziano due miliardi per tagliare il cuneo fiscale. E gli industriali spiegano che ne servono al meno 13-14, sei-sette volte tanto. I primi a essere d’accordo, probabilmente, sono proprio Conte e Gualtieri: solo che non li hanno trovati. Non ci sono. D’altra parte, trovare depositi ancora intatti di denaro in un bilancio che presenta oltre 2400 miliardi di debiti è oggettivamente un’impresa difficile, diciamo anche impossibile. E quindi l’industria dovrà arrangiarsi, come sempre. L’aiuto dello Stato, in questo caso, sarà di fatto simbolico.

La stessa cosa vale per il Sud. Il governo, abbastanza generosamente, ha stanziato 50 miliardi per il decollo del Mezzogiorno. Ma, anche qui, a patto che l’Unione europea consenta all’Italia di sforare di altrettanto, cioè di fare 50 miliardi di nuovi debiti. Cosa che non avverrà. E quindi il decollo del Sud rimane una promessa, un impegno per quando i tempi saranno migliori.

Il paragone non sembri ingeneroso, ma questo governo è come un giocatore di roulette che fa tutte le puntate giuste, ma senza soldi. E quindi la pallina gira, ma lui non vince mai.

La colpa, ovviamente, non è di questo governo: i soldi sono stati spesi prima, le casse svuotate nel corso di al meno tre decenni. Solo adesso si comincia a toccare con mano la gravità dei guasti passati, dei tanti soldi gettati al vento come se si immaginasse che non esistesse un domani. Invece il domani è arrivato, e siamo noi, purtroppo.

Non mancano aspetti comici, che poi sono solo un segno dei tempi difficili. Lo Stato chiede ai cittadini di dare una mano contro l’evasione. Come? Controllando (e riscuotendo) quanto le colf dovrebbero al fisco, evitando che incassino in contanti e vadano felici, esentasse, per la loro strada. Insieme a altri evasori grandi e piccoli. È una proposta, ma si comincia sempre così.

Non solo poveri, ma anche un po’ alla canna del gas.

(dal "Quotidiano nazionale" del 4 ottobre 2019)