Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Un lento, please

La crisi avanza, ma qui si gioca con merendine e contanti. Ib attesa che i populisti escano di scena.

di Giuseppe Turani |

Sarebbero già più di 90 i distretti italiani colpiti dalla crisi dell’economia tedesca. E si teme che a ottobre quest’ultima possa essere dichiarata ufficialmente in recessione. Tira insomma un’aria piuttosto pesante. Eppure il nostro governo ostenta un’aria molta serena e si diletta con il folclore: eventuali tasse sulle merendine, altre tasse sui prelievi di  contanti (forse). Insomma, minutaglie non essenziali. E niente contro la recessione in arrivo. La Germania ha stanziato 50 miliardi di euro (e 100 di investimenti green) per contrastare la tempesta alle porte. Noi zero.

Un po’ perché i soldi, comunque, non li abbiamo. E un po’ perché questo governo (per quanto bizzarro) ha uno scopo centrale: durare fino a fine legislatura. L’architetto di questo affare, come si sa, è stato Matteo Renzi. E il suo disegno è evidente: lasciare lì un governo, anche di modesta qualità, per dare tempo ai vari populismi di sgonfiarsi. Una volta sgombrato il campo dai sovranisti e populisti più fastidiosi, si potrà tornare a fare politica in modi più corretti e tradizionali.

Finora questo disegno sembra funzionare. I vari fronti populisti arrancano, sono minati da faide interne anche importanti, e il favore popolare (a fronte del niente che è stato combinato) sembra diminuire.

E fin qui va bene. Solo che, come alternativa, non si vedono grandi idee. Negli ultimi venti anni, fatti i conti, l’Italia è cresciuta, mediamente, dello 0,2 per cento all’anno. Cioè niente. E questo perché il nostro è, e rimane, un paese consociativo, dominato dalla burocrazia, afflitto da poca concorrenza.

Se non si cambia questo stato di cose, se non si diventa finalmente moderni, ci aspettano altri vent’anni di crescita quasi impercettibile, vicina allo zero.

La politica sa queste cose? Probabilmente sì. Ma la politica in Italia ha sempre altro da fare, soprattutto girare intorno alle proprie crisi, in una sorta di giostra infinita. Così non c’è mai il tempo e la calma per occuparsi del paese.

Insomma, per sistemare il paese bisogna prima sistemare la politica, farle trovare una sua stabilità. Purtroppo, non mi sembra che questo obiettivo sia dietro l’angolo. La politica italiana è una bestia cattiva, e testarda. E anche abbastaza terremotata.

(Da Tiscali notizie del 30 settembre 2019)