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Il reazionario Di Maio

Il manichino dell'UPIM ignora la Costituzione e come funzionano le democrazie moderne. E' un eversore, come il suo maestro Grillo.

di Giuseppe Turani |

La giornata di oggi, giovedì 26 settembre, sarà registrata come la giornata di Di Maio. L’improbabile capo politico del Movimento 5 stelle (un’accozzaglia di balordi) si è esibito in due numeri spettacolari:

1- Chiederò 100 mila euro di risarcimento a chiunque lasci il Movimento. A che titolo? Con quale autorità? Pura cretinaggine. Se lo mandano a cacare, ci va, e di corsa. Ma questa delle multe, salatissime, per tenere la disciplina è una vecchia mania del Movimento (l’organizzazione meno democratica del mondo). Credo che la Raggi abbia firmato una carta del genere: comunque anche lei, se vuole, può benissimo non pagare. Si tratta chiaramente di un contratto privo di qualsiasi giustificazione giuridica. È una coglionata by Grillo, come tante altre. Scemenze.

2- La seconda è più seria. Torna fuori la proposta di eleggere i deputati con il vincolo di mandato. E anche questo è un vecchio cavallo di battaglia by Grillo. E è una solenne cretinata. Intanto il fatto che i deputati siano eletti senza vincolo di mandato sta in Costituzione: vadano a cambiarsela. Inoltre, questi ignoranti che naturano le idee al bar sotto casa va spiegato che in tutti i parlamenti moderni e democratici i parlamentari sono eletti senza vincolo di mandato: una volta eletti, cioè, rispondono solo alla loro coscienza. Ma Di Maio e Grillo vorrebbero invece un parlamento che risponde a loro e a Casaleggio, dei manichini che incassano lo stipendio, vanno nelle trattorie, ma in aula fanno solo e soltanto quello che hanno deciso i capi. Nessun parlamento al mondo funziona così.

Questi due episodi sono però la spia di qualcosa di molto più grave. Ci dicono che il Movimento è ancora lontanissimo dall’essere una struttura democratica. In realtà, sono una banda di eversori, antidemocratici, reazionari, gentaglia, chiaramente fuori dalla Costituzione.