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L'errore fatale di Renzi

Monti ha fatto un po' di austerità quando non c'era altro da fare. L'ex segretario Pd ha perso un referendum, e siamo finiti in un incubo.

di Giuseppe Turani |

Matteo Renzi è entrato in polemica con Mario Monti. E ha sbagliato quasi tutto. E anche ingenerosamente e un po’ furbescamente. Cita infatti i dati del governo Monti (Pil e occupazione) e ha facile gioco nel sostenere che i suoi sono molto migliori. Vorrei anche vedere.

Ma dimentica che Monti è stato chiamato a fare un governo che nessuno voleva fare (non era nemmeno parlamentare) per almeno due buone ragioni: il paese era a un passo dal default e lo spread viaggiava verso quota 600.

In quelle condizioni che cosa avrebbe dovuto fare Monti (e che nessun altro si è offerto di fare al suo posto)? Una politica espansiva? Giù le tasse? E su la spesa pubblica?

Ha fatto, come sta scritto nei testi, esattamente il contrario, ha stretto i cordoni della borsa, e questo ha mandato il paese in recessione. Senza quella recessione, però, oggi saremmo qui, falliti e piangenti. Quindi, onore a Mario Monti e non inutili rampogne.

Quando poi arriva Renzi al governo, il peggio è già passato (grazie proprio a Monti), e il ragazzo di Rignano può esibirsi in una politica moderatamente espansiva. Intanto è cambiata anche la congiuntura europea, che è tornata molto positiva.

Poi, Renzi commette l’errore della sua vita, di quelli che lasciano un segno per sempre. Prepara un complesso progetto di riforma costituzionale, lo presenta, va al referendum e lo perde clamorosamente. Perché? Gli hanno remato contro, spiega. E perché avrebbero dovuto votargli a favore quelli che non la pensavano come lui?

Anche perché, e qui sta l’errore nell’errore, Renzi aveva trasformato quel referendum in una sorta di referendum su di lui. Lo aveva cioè personalizzato all’estremo invece di rimanere dentro i confini della modifica costituzionale.

In sostanza, Monti è colpevole di aver fatto un po’ di austerità quando non era possibile fare altro. Anzi, quando era doveroso fare austerità.

Renzi è colpevole di aver perso un referendum sulla riforma costituzionale che ci ha proiettati nell’attuale incubo, e dal quale nessuno sa come uscire.

P.S.= Se si leggono bene i due testi, si capisce dove nasca l’arrabbiatura di Renzi: sui suoi amati 80 euro. Per Monti si tratta dell’inizio della distribuzione di denaro al popolo, realizzata poi alla grande dal governo gialloverde. Per Renzi, invece, si tratta della misura che è servita a rilanciare il paese. Ma è sbagliato anche questo: quei soldi potevano essere utilizzati, più sensatamente, per ridurre le tasse sul lavoro, come sostiene anche Calenda. Il rilancio dell’economia è avvenuto perché era cambiata la congiuntura europea non per la distribuzione degli 80 euro.