Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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'O guappo 'e cartone

Minaccia di far saltare la Commissione di Bruxelles dopo le elezioni. Ma nessuno gli crede. Più facile pensare che sia diventato un po' matto.

di Giuseppe Turani |

È difficile ormai capire dove voglia andare a parare Matteo Salvini. In Italia lo detestano tutti i suoi coprotagonisti. In Europa persino i suoi amici più stretti (tipo l’ungherese Orban) cominciano a avere qualche dubbio.

Probabilmente lui è convinto che questa sia una linea pagante (i sondaggi questo dicono). Ormai alle elezioni mancano dieci giorni e quindi la verifica sarà fatta presto.

Quello che Salvini sembra dimenticare è che in ogni caso il parlamento italiano rimane quello che è e in quello europeo avrà comunque un peso marginale. Lui dice, dopo le elezioni vado a Bruxelles e spacco tutto, una guasconata senza senso. In Europa sarà un protagonista secondario e potrà fare ben poco, forse niente. Dimentica che gli europei sono 600 milioni: difficile che la piccola Lega possa determinare il loro destino, visto che è anche di fatto priva di alleati significativi. Ormai passa per un matto che va allontanato dalle leve di comando.

E continua a ripetere, ingannando gli elettori, che farà saltare il vincolo del 3 per cento nel rapporto disavanzo/Pil. Ma proprio tutti i suoi amici sovranisti gli hanno già detto che non intendono pagare i debiti dell’Italia: l’Italia fa debiti, e se li paga.

In Italia, quello che in un libro agiografico si è fatto raccontare come l’uomo più popolare e che tutte le donne desiderano (sic), ormai può girare solo se protetto da ingenti forze di polizia.

Adesso sta picchiando i pugni sul tavolo perché pretende che il suo decreto sicurezza bis (un’autentica vergogna) vada in consiglio dei ministri lunedì. Forse sarà così, ma gli uffici legislativi dei vari ministeri hanno già provveduto a fare a pezzi questo decreto, che sembra in effetti scritto con i piedi, e gli stessi alleati di governo, i 5 stelle, hanno detto che mai voteranno il decreto semi-nazista (5 mila euro di multa per chi salva un migrante, esattamente come Hitler pagava chi denunciava un ebreo).

La mia impressione è che a Salvini il decreto non interessi poi tanto. A lui interessa solo che se ne parli e che i suoi fan dicano: “Bravo, almeno ci ha provato”. Lui stesso, peraltro, alimenta questo culto di sé sostenendo che le cancellerie europee lo vogliono morto.

Invece è solo un mucchietto di sabbia dentro un ingranaggio europeo cento volte più grande di lui.