Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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I Casaleggio, una famiglia mattoide

Il padre voleva chiudere i corrotti in gabbie lungo le tangenziali. Il figlio predica la fine del lavoro.

di Giuseppe Turani |

Strano destino quello della famiglia Casaleggio. Il padre, Gianroberto (scomparso prematuramente), fondatore insieme a Grillo del Movimento (e i cui aderenti considerano una specie di Gesù) era in realtà un mediocre informatico e uno svitato: ha regalato la piattaforma Rousseau al Movimento, ma è sgangheratissima, poco protetta e vecchia. Sul piano delle idee ancora si ricorda la sua proposta di chiudere i corrotti dentro gabbie da sistemarne lungo le tangenziali delle grandi città: medioevo puro e semplice.

Scomparso lui, si fa avanti il figlio, che tenta di accreditarsi come futurologo e profeta. Ma la vecchia tara (l’ignoranza) si fa sentire.

Spiega in una quasi incomprensibile intervista che entro il 2050 il lavoro scomparirà: faranno tutto i robot. Da qui la necessità di dare a tutti uno stipendio statale.

Viene subito in mente la Londra dell’800, quando dei tipi come lui sostenevano che la città sarebbe morta sommersa dalla merda dei cavalli delle carrozze, in grande crescita. Per fortuna, hanno inventato l’automobile e la merda è scomparsa dalle strade di Londra (ma è riapparsa misteriosamente a Roma…).

Anche il lavoro, purtroppo, non scomparirà. Arriveranno nuovi lavori, diversi e magari più interessanti.

Lo stesso Davide Casaleggio, peraltro, ne è un esempio. Con una società privata controlla un partito, dai cui deputati si fa pagare 300 euro al mese: primo e unico caso al mondo di una società privata che riscuote una sorta di affitto da un corpo politico eletto dal popolo.

Questo è un nuovo lavoro. Impensabile fino a ieri. E non ci sono robot.