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Il minestrone

Numeri farlocchi, previsioni senza senso, politiche demenziali.

di Giuseppe Turani |

È perfettamente inutile rifare qui l’elenco delle infinite sciocchezze contenute in questa legge di manovra: lo potete trovare su qualsiasi giornale (meno “Il fatto”). Mai visto un minestrone del genere, credo che il professor Tria verrà sbeffeggiato anche dai suoi allievi in aula: nemmeno il più scadente e svogliato di loro avrebbe firmato una robaccia del genere, un manufatto senza senso con numeri farlocchi e a caso, una vera e propria manovra surrealista, insensata.

Ma, dietro la porta, cova il peggio, cioè una pesante riforma costituzionale, che finirebbe per radere al suolo la democrazia italiana. Due i progetti a 5 stelle:

1- Abolizione della norma costituzionale “senza vincolo di mandato”, base di ogni democrazia. Abolita questa norma, ai deputati non resterà che obbedire ai capi, cioè alla Casaleggio & Associati. A quel punto il Parlamento si potrà tenere o chiudere, non farà alcuna differenza.

2- Referendum senza quorum. Così qualunque gruppetto di cittadini (basta un condominio) potrà legiferare e decidere il destino di tutti.

Sono cose che solo a degli autentici malati di mente possono venire in mente: e infatti questa dei 5 stelle è una setta di gente che non sta bene. Invece di andare alle urne a votare, dovrebbe andare in clinica. Non esiste alcuna possibilità di dialogo. Il presidente Mao li avrebbe mandati nei campi a coltivar patate per un lungo periodo di rieducazione. Noi siamo più democratici e dovremmo affidarli (a partire dal guru Grillo, il peggiore di tutti) al servizio sanitario nazionale.

Purtroppo, non esiste nemmeno un’opposizione capace di ridurli a più miti consigli.

Per fortuna, poiché sono autentici pazzi (realtà accertabile clinicamente) stanno facendo a botte con la realtà delle cose e dell’algebra. E saranno sconfitti.

Poi toccherà a noi pagare il conto. Il Sud, colpevole di aver svenduto il proprio voto in cambio della promessa di 50 euro, sarà quello che pagherà di più. E giustamente: altri decenni di non sviluppo.