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L'età della pietra

Il governo sovranista-populista, se ci sarà, sarà terribile.

di Giuseppe Turani |

Non si sa che cosa farà Mattarella, ma la situazione appare davvero ingarbugliata. Di Maio non può accettare Berlusconi nella maggioranza. A Salvini ancora non conviene rompere con Berlusconi perché dopo sarebbe solo un servitore di Di Maio (con metà dei voti). Il Pd, benché ormai sfasciato e tecnicamente morto, resiste e non si lascia convincere a fare un governo con l’anti-politica.

Quelli che dicono di saper guardare lontano sostengono che da questa situazione si uscirà solo con nuove elezioni. Ma con un configurazione politica diversa rispetto a quella di oggi. In pratica, dovrebbero esserci due scissioni: in Forza Italia e nel Pd. La discriminante in entrambi i casi dovrebbe essere la deriva populista. Da Forza Italia se ne andrebbero quelli meno europeisti e più vicini alla Lega. Stessa cosa nel Pd, da cui dovrebbero staccarsi quelli più inclini al dialogo con l’anti-politica.

Lo schema proposto è un po’ rozzo, ma ha qualche fondamento. Berlusconi sta giocando una partita impossibile. Il suo più forte alleato, Salvini, smania all’idea di fare un governo con Di Maio e trattenerlo sarà sempre più difficile. La stessa cosa, sull’altro versante, vale per il Pd: dopo cinque anni di governo, rassegnarsi a stare all’opposizione, senza alcuna voce in capitolo per molti non è facile: non è per questo che sono in politica da una vita.

E’ probabile, quindi, che il governo populista-sovranista, a prezzo di rotture e scissioni, alla fine magari si faccia davvero. Sarà, nel caso, un governo terribile. Anche perché saprà di avere vita breve, fra imboscate e rivolte.

Le idee di Salvini e Di Maio su economia, giustizia e politica internazionale sono quasi da età della pietra. E’ vero che i mercati si incaricheranno di mettere loro un po’ di sale in zucca. Ma per qualche mese potranno agire quasi indisturbati.

C’è solo da sperare che la crisi finanziaria, inevitabile, arrivi presto e che Mattarella li congedi, mettendo al loro posto qualche persona per bene. O che invochi l’arrivo della benedetta troika.

Dopo si aprirà una fase nuova, forse con nuovi soggetti politici (una Forza Italia depurata dai sovranisti e un Pd più compatto).

Rimane un problema di struttura molto complicato da affrontare: mezzo paese, il Sud, è in povertà e quasi senza alcuna speranza, abituato a affidarsi a classi dirigenti da repubblica centro-africana.

Manca in questa contingenza un progetto, una “nuova frontiera” capace di rimotivare il paese, a smuoverlo dalla sua apatia e dalla sua incessante richiesta di welfare.

Questo, se non avevamo capito male, era il compito storico del Pd, ma si ha la sensazione che tutto si sia perso per strada.