Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Il Cavaliere dietro l'angolo

Fantasmi programmatici: lepenismo per Salvini, reddito di cittadinanza per Di Maio.

di Giuseppe Turani |

In politica, a differenza di quello che accade in geometria, la quadratura del cerchio è possibile. Ci si riferisce, ovviamente, al governo Di Maio-Salvini, oggi bloccato sulla questione Berlusconi: Salvini non può rinunciarvi, Di Maio non può acconsentire. Da qui il recente scambio di insulti tra i due. Non si può proprio trovare un accordo?

1- Si può. Bisogna fare in modo, come qui si è spiegato più volte, che il Cavaliere ci sia e non ci sia. Ad esempio, senza assegnargli ministri nel governo, ma nominando suoi “amici” in qualche dicastero di seconda fila. Questa sarebbe la situazione ideale. Il Cavaliere sarebbero “dentro”, ma anche fuori.

2- In realtà, si tratta di aria fritta: alla fine bisogna vedere se il governo Salvini-Di Maio sta su con i voti anche del Cavaliere oppure no. In questo caso (voti del Cavaliere) è chiaro che le redini del governo, al di là dei ministeri, sarebbero nelle mani di Berlusconi, che potrebbe farlo cadere quando vuole.

3- Si sostiene che il governo potrebbe reggersi (a fatica) anche senza i voti di Berlusconi, solo che Salvini non vuole rompere lo schieramento del centrodestra, che gli consente di presentarsi davanti a Di Maio forte di un 37 per cento (invece di un 17 per cento) e quindi di pretendere anche il premierato.

Sarà anche per questo che Di Maio frigna e chiede a Salvini di rompere con il Cavaliere. Il premierato lo vuole per se stesso.

4- Nessuno oggi è in grado di dire che cosa accadrà. Anche se è  vero che Salvini non vede l’ora di liberarsi della tutela ingombrante del Cavaliere e di divorarsi tutta quanta Forza Italia. Ma qui sbaglia.

Il Cavaliere non è affatto bollito e probabilmente camperà abbastanza anni da vedere Salvini tornare a mangiare la polvere. Esattamente come Di Maio.

5- Entrambi i vincitori hanno infatti commesso un errore.

Salvini ha introdotto nella politica italiana il lepenismo, che prima non c’era. Cioè un razzismo mai visto, che è stata la sua forza, la sua identità, ma che sarà anche la sua debolezza finale: su quel razzismo non si costruisce niente, si esce dall’Europa, e fuori dall’Europa c’è solo il deserto (2300 miliardi di debiti).

Di Maio è stato meno esplicito, ma ha puntato tutto su una cosa impossibile, cioè il reddito di cittadinanza: una follia (nessuno in Europa ha qualcosa del genere) per un paese che è fra gli ultimi nella crescita e che è gravato da un debito mostruoso.

6- Per adesso i due giocano e si baloccano con i loro fantasmi programmatici, ma entrambi si sono infilati su un binario che non porta da nessuna parte.

Se alla fine dovessero veramente cercare di varare un governo comune, se ne accorgerebbero subito: dovrebbero

immediatamente accantonare i loro programmi e passare a qualcosa di assai più prosaico.

Il Cavaliere, che è un po’ più esperto, potrebbe anche lasciarli giocare per qualche mese. Ma alla fine dovrebbero andare da lui e chiedere di essere tirati fuori dai guai. Berlusconi, nonostante tutto, ha contatti in Europa e, se vuole, ha economisti che quelli di Lega e 5 stelle li avrebbero bocciati già a economia 1, rimandandoli alla sessione autunnale.

(Nelle foto: Salvini e la fidanzata Elisa Isoardi in vacanza a Ponte di Legno e mentre lei gli stira la camicia)