Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Il mercato delle pozioni magiche

Le promesse elettorali fin qui esibite comportano una spesa di 300 miliardi (a debito). Ma possono salire fino a mille.

di Giuseppe Turani |

Se Mattarella fosse il signore spiritoso, che non è, e se avesse più poteri, potrebbe già chiudere domani la campagna elettorale e proclamare il silenzio elettorale della durata di 50 giorni.

Infatti, è del tutto inutile andare avanti. Le promesse dei vari partiti hanno  raggiunto la spesa di 300 miliardi, che saliranno a 400 o addirittura 500 con i colpi a sorpresa degli ultimi giorni. Siamo molto vicini al 25 per cento del debito pubblico esistente. Cumulato in 40 anni di malgoverno.

A che pro proseguire? Altri 50 giorni di campagna elettorale e si arriva a 1000 miliardi, cioè, quasi metà dei debiti esistenti. Tutto ciò non ha ovviamente alcun senso, visto che il nostro problema numero 1, è semmai quello di ridurre non di aumentatore il debito pubblico.

In Parlamento è saggiamente previsto che ogni nuova legge sia accompagnata dalle previsioni e dalle fonti di provenienza del denaro necessario. In sostanza: volete fare questa cosa, bene, dove trovate i soldi?

In campagna elettorale, invece, tutto è permesso.

Ci conforta la sicurezza che nessuna di queste cose che oggi volano oggi sulla testa degli elettori diventerà mai un provvedimento di legge. L’unione europea e i mercati per fortuna ci sorvegliano. E sono pronti a bloccarci, anche ruvidamente.

Resta lo spettacolo di una classe politica di imbonitori, di venditori di pozioni magiche, di quasi-dementi.