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Bolloré cerca la pace

Era entrato in conflitto sia con il governo che con Berlusconi, quando pensava che fosse ormai finito. Ma oggi tutto è cambiato.

di Giuseppe Turani |

Tutti negano, ma il gioco è abbastanza evidente: Flavio Cattaneo lascia la società di cui era amministratore delegato (pagato come nessuno mai, da 25 a 30 milioni di liquidazione) per consentire al francese Bolloré, che ha la quota più grossa di Tim, di uscire in qualche modo dal disastro che ha combinato in Italia. Anzi, dai due disastri.

Il primo è appunto la Tim, che lui aveva scalato pensando di farne un tassello di una specie di Sky europea. Ma il progetto alla fine si è arenato a seguito di diverse difficoltà, non ultima quella che Sky non è un modello facilmente replicabile. Servono montagne di soldi. Denari che nemmeno il finanziere bretone può dire di avere. Inoltre, in Italia c’è Berlusconi con la sua Mediaset. All’epoca della calata in Italia di Bolloré, Berlusconi sembrava un uomo finito e Mediaset una semplice anticaglia in attesa di essere rottamata.

Ma adesso il Cavaliere è  in forte ripresa politica e quasi certamente avrà un ruolo (anche se non direttamente) nel prossimo governo. Lo scenario è quindi cambiato. E Berlusconi non vuole una Tim che si metta a fare spettacolo e informazione. Non ha mai voluto.

In sostanza, Bolloré si trova un po’ incastrato. Ha anche aperto un contenzioso molto pesante con Mediaset, che aveva quasi tentato di scalare, convinto che ormai i tempi fossero maturi.

Inoltre, è nei pasticci anche con il governo, che ha privilegiato Enel Open fibra nell’incarico di cablare l’Italia.

Ma la Tim di Bolloré dispone di una forte rete, sia pure in rame, che a questo punto è un po’ senza futuro.

L’ideale, per il finanziere bretone, sarebbe fare la pace con il governo (con il quale Cattaneo era entrato in contrasto proprio sulla fibra ottica) e magari cedergli la rete Tim o almeno raggiungere un accordo per il suo utilizzo. E, contestualmente, fare anche la pace con Berlusconi, al limite lasciando l’Italia.

Cattaneo, insomma, se ne va e viene ben pagato per consentire a Bolloré di cercare una pace “interessante” (cioè non costosa) con il governo italiano e con Mediaset-Berlusconi.

Intanto, girano voci sulla prossima destinazione dello stesso Cattaneo: Mediaset.