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Trump infiamma Wall Street

Il Dow Jones supera per la prima volta i 21.000 punti. Volano anche le Borse europee. 

di Redazione |

Dopo 12 rialzi consecutivi, il Dow Jones è volato per la prima volta nella storia sopra quota 21.000 punti. Nuovi record anche per Nasdaq e S&P500. A spingere gli acquisti è la fiducia che i mercati stanno dando alla nuova politica economica americana. Una politica che ieri Trump al Congresso ha sintetizzato in meno tasse, più investimenti (mille miliardi di dollari in infrastrutture), più lavoro e meglio retribuito e maggiore deregulation. Ecco allora che il Dow Jones brucia un nuovo record ad appena un mese di distanza, era il 25 gennaio, da quando aveva per la prima volta varcato il confine dei 20.000 punti.

Ma anche le piazze del Vecchio Continente si sono messe in scia e oggi hanno registrato rialzi di quasi il 2 per cento (piazza Affari la migliore mentre a Londra l'indice FTSE100 tocca il nuovo record storico). Gli ultimi dati economici - dall’inflazione all’attività manifatturiera - indicano un rafforzamento del ciclo economico ma dietro la corsa dei listini europei ci sono anche altre considerazioni.

Dopo averli evitati per gran parte del 2016 sui timori per la Brexit e per la crisi delle banche italiane, ora i mercati del Vecchio Continente tornano a catalizzare l’attenzione dei grandi investitori. Gli analisti di HSBC sostengono che dallo scorso ottobre stiamo assistendo sui mercati a “una grande rotazione” che sta portando i fondi ad uscire dalle Borse americane per posizionarsi su quelle europee, della Gran Bretagna e del Giappone. I motivi? Wall Street ha corso tantissimo. Si trova sui massimi storici e sta affrontando un anno in cui la Fed alzerà i tassi rendendo più caro il costo del denaro. Fatto che sta rafforzando il dollaro. 

L’Europa, invece, adesso fa meno paura e molti analisti sono convinti che quest’anno le Borse europee metteranno a segno una performance migliore di quella di Wall Street. L’economia ha accelerato il ritmo e la Bce dovrebbe lasciare i tassi fermi sino alla fine dell’anno. L’euro debole completa il quadro favorevole per far correre gli utili aziendali, e quindi le Borse. Restano, è vero, i rischi politici, ma si stanno ridimensionando anche quelli. In Francia Marin Le Pen sta perdendo colpi negli ultimissimi sondaggi e in Italia sembra di capire che il governo Gentiloni possa lavorare tranquillo sino a fine legislatura mentre in Germania il confronto Merkel-Schulz non desta particolari preoccupazioni.