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Yellen, "pieno impiego" molto vicino

Nuove grane invece per Donald Trump

di Banca Intesa |

Area Euro

  • La BCE pubblica i verbali della riunione del 19 gennaio. È possibile che emerga qualche indizio sulle posizioni interne al Consiglio sulle condizioni indicate da Draghi all’ultima conferenza stampa perché l’aumento dell’inflazione possa ritenersi duraturo e quindi aprire un dibattito sui tempi e la modalità di uscita dal programma di acquisto.
  • Francia. La disoccupazione nel quarto trimestre è calata di un altro decimo a 10,0% da 10,1% (e a 9,7% da 9,8% per la Francia metropolitana). Il tasso di occupazione aumenta di un decimo rispetto al trimestre precedente a 64,7%, mentre il tasso di partecipazione è rimasto stabile a 71,7%.

Stati Uniti

  • I nuovi cantieri residenziali a gennaio dovrebbero essere in moderato aumento a 1235 mila, dopo l’aumento di 11,3% m/m di dicembre, in linea con l’aumento di occupati nel settore delle costruzioni residenziali a gennaio. Le nuove licenze dovrebbero aumentare modestamente a 1230 mila, da 1228 mila del mese precedente. L’indagine di fiducia dei costruttori di case resta sui massimi da novembre 2015 e indica un clima favorevole al settore, nonostante l’aumento dei tassi sui mutui.
  • L’indice della Philadelphia Fed a febbraio dovrebbe correggere a 17 da 23,6 di gennaio, mantenendosi in territorio ampiamente espansivo. L’indice della Philadelphia Fed nei mesi scorsi ha recuperato il gap che si era aperto con l’ISM e dovrebbe riportarsi in linea con la relazione storica fra le due indagini. A dicembre, l’indagine ISM era stata particolarmente forte con segnali positivi per l’espansione del settore, e il Philly Fed di gennaio dovrebbe segnalare che la ripresa del manifatturiero prosegue.

Ieri sui mercati

I mercati azionari hanno proseguito sul trend di rialzo, spinti anche dai dati macroeconomici positivi in USA e da una valutazione diffusamente positiva della ripresa globale (S&P +0,5%, Euro Stoxx +0,5%), Dax +0,2%).  In controtendenza il FTSE MIB, con un calo di -0,7%, concentrato nel comparto bancario.

Sui mercati obbligazionari, i dati americani solidi, sia in termini di attività sia in termini di inflazione (v. sotto), hanno determinato un rialzo dei rendimenti (Treasury 10 anni a 2,5%), che ha guidato anche le vendite sul secondario europeo:

Per i cambi, il focus resta sull'euro/dollaro, sceso in area 1,0550 sulla scia di un dollaro che si è rafforzato dopo le parole della Yellen sui tassi Fed in salita e sui dati macro. L'euro conferma la debolezza dovuta al rischio politico e ai dati macro della zona euro poco confortanti. 

Stati Uniti

Il CPI sorprende verso l‘alto con un aumento di 0,6% m/m (2,5% a/a) per l’indice headline e di 0,3% m/m (2,3% a/a) per il core. L’energia è in rialzo di 4% m/m. I prezzi segnano un’accelerazione, in parte legata al rialzo dell’energia, che potrebbe durare per i prossimi due trimestri. Il dato di gennaio non implica per ora un passaggio a un trend dell’inflazione core più elevato, ma è un segnale da seguire.  

Le vendite al dettaglio aumentano di 0,4% m/m sulla scia del rialzo forte dei prezzi energetici (benzina +2,3% m/m), e al netto delle auto crescono di 0,8% m/m. Le vendite al netto di auto, benzina, materiali da costruzione e alimentari aumentano a un ritmo solido (+0,4% m/m), segnalando una probabile accelerazione dei consumi in linea con il rialzo degli indici di fiducia visto a fine 2016. 

L’indice Empire della NY Fed a febbraio aumenta a 18,7 da 6,5 di gennaio, toccando il massimo da settembre 2014. Gli indici a 6 mesi correggono modestamente ma restano su livelli ampiamente espansivi.  

La produzione industriale a gennaio delude, con un calo di -0,3% m/m e una revisione verso il basso per dicembre (a 0,6% m/m da 0,8% m/m). Il calo di gennaio è da attribuire alla correzione delle utility, dovuta a ragioni climatiche. Il manifatturiero registra un aumento dello 0,2% m/m (+0,5% m/m, al netto delle auto). L’estrattivo rimbalza di +2,8% m/m, dopo -1,4% m/m a dicembre. I dati sono in linea con le informazioni delle indagini, positive per il manifatturiero, e segnalano il proseguimento della ripresa dell’attività estrattiva. 

Yellen, nel dibattito dopo l’audizione alla Commissione Servizi Finanziari della Camera, ha ripetuto che l’economia è “molto vicina” agli obiettivi di pieno impiego e stabilità dei prezzi e che la Fed si aspetta di continuare a rimuovere lo stimolo monetario. Riguardo alla politica del bilancio, Yellen ha detto che non c’è “un unico livello” dei tassi da raggiungere per cominciare a ridurre la dimensione del bilancio: la politica di reinvestimento verrà decisa in base alla “forza della ripresa”; nel frattempo la Fed discuterà in dettaglio con analisi approfondite le alternative per la riduzione del portafoglio titoli.

Dudley (NY Fed) ha dato un quadro positivo dell’economia e indicato che la politica del bilancio è uno “strumento passivo” della politica monetaria: ora la Fed è concentrata sui tassi, non sul bilancio. Dudley ha sottolineato l’”enorme” aumento dell’incertezza e ribadito che la Fed rimuoverà lo stimolo monetario in modo graduale. Rosengren (Boston Fed) ha detto che è molto appropriato in questo momento discutere sul bilancio e ha aggiunto che la Fed alzerà i tassi quando lo riterrà opportuno, anche se il mercato ha previsioni diverse. Rosengren ha detto che sono possibili anche più di tre rialzi nel 2017, ma ha anche sottolineato la presenza di ampia incertezza sulla politica fiscale. Bullard (St Louis Fed) ha detto che se i dati continueranno a essere così positivi i tassi potranno essere alzati più avanti quest’anno.

Trump update. A. Puzder ha ritirato la propria candidatura a Labor Secretary, dopo che diversi senatori repubblicani hanno indicato che avrebbero potuto non votare a favore della sua nominaIl ritiro di Puzder, dopo le dimissioni di Flynn da National Security Adviser, il ritiro della candidatura di Viola a Army Secretary (per conflitti con le sue attività societarie) e la difficile nomina del segretario dell’istruzione B. DeVos (solo grazie al voto del vice-presidente), lasciano l’Amministrazione in una posizione di relativa debolezza. Intanto proseguono le tensioni sul caso Flynn, con notizie che l’FBI non ha comunicato al presidente informazioni sensibili sulle indagini per via dei timori che venissero fatte trapelare all’esterno o compromesse. Per quanto riguarda la politica estera, Trump ha abbandonato l’appoggio a una soluzione con due stati per il problema di Israele, affermando che sosterrà la politica scelta dalle parti in causa, senza preferire un’alternativa in particolare. Sul fronte della politica dell’immigrazione, è stato annunciato per giovedì uno sciopero degli immigrati, che potrebbe portare a difficoltà nella fornitura di servizi in molte parti degli USA, soprattutto nella ristorazione. Per quanto riguarda la riforma sanitaria, l’Amministrazione ha proposto modifiche ai “mercati” statali su cui si acquistano le polizze, generando reazioni negative da parte delle assicurazioni che stanno minacciando di ritirarsi dai mercati dal 2018. L’Amministrazione sta ora cercando soluzioni che rassicurino i partecipanti.