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Ocse: Italia in via di ripresa

Fare impresa resta però complicato e questo frena la produttività. Servono più investimenti e nuove riforme.

di Redazione |


L’Italia sta lentamente uscendo da una lunga e profonda recessione, grazie a una serie di riforme strutturali – come il Jobs Act che ha contribuito a far aumentare l'occupazione e i consumi – e di politiche monetarie e di bilancio accomodanti oltre ai prezzi contenuti delle materie prime. A dirlo è uno studio dell’Ocse secondo cui quest’anno e il prossimo l’economia italiana crescerà dell’1 per cento (dato corretto al rialzo), contro il +0,9 per cento del 2016 (dato confermato ieri dall’Istat).

La ripresa italiana resta tuttavia debole e la produttività continua a diminuire a causa di uno scarso livello d'investimenti e del difficile contesto internazionale. Inoltre i vantaggi della crescita non sono abbastanza condivisi nell’insieme del Paese. Le inefficienze dell’amministrazione pubblica e del sistema giudiziario, e uno scarso livello di concorrenza in alcuni settori, ostacolano il dinamismo imprenditoriale. Il rifiuto della riforma costituzionale in occasione del referendum nel dicembre 2016 è un fattore che rischia di rallentare il processo delle riforme, ammonisce l'Ocse.  


Per ristabilire la crescita, è essenziale, secondo gli esperti, risanare il sistema bancario: le banche italiane sono caratterizzate da scarso livello di utili e elevato livello di crediti deteriorati e ciò scoraggia la concessione di prestiti e finanziamenti e quindi gli investimenti privati. È inoltre necessario investire maggiormente nelle infrastrutture per aumentare la produttività.

Lo studio indica inoltre che per favorire una crescita inclusiva, l’Italia deve continuare a migliorare il benessere dei cittadini, riducendo la dualità del mercato del lavoro e il divario tra competenze dei lavoratori e quelle richieste dalle imprese, incrementando le opportunità di lavoro e migliorando l’istruzione professionale. «Molti occupati hanno qualifiche inferiori rispetto a quelle richieste per il lavoro che svolgono. E’ necessario migliorare il sistema di istruzione e le politiche occupazionali se si vogliono aumentare i salari reali insieme alla soddisfazione professionale e il livello di vita. Il Jobs Act e il piano La Buona Scuola vanno nella giusta direzione e devono essere interamente implementati», sottolinea il rapporto.

L’Ocse evidenzia anche la necessità di proseguire le importanti riforme per rendere l’amministrazione pubblica più efficace e creare un ambiente più propizio all’attività economica. Un incremento rapido ed efficace della spesa destinata alle infrastrutture sarà essenziale per incrementare gli investimenti, assicurando nello stesso tempo il proseguimento di politiche di bilancio prudenti, si legge nello studio. 

Tra le altre raccomandazioni anche quella di rafforzare il rispetto degli adempimenti fiscali investendo maggiormente nei sistemi informatici e nelle risorse umane; ridurre la soglia massima di pagamento con denaro contante; introdurre imposte patrimoniali basate su valori catastali aggiornati. E poi approvare ed attuare il piano previsto per il contrasto alla povertà, mirato soprattutto a giovani e bambini; incoraggiare lo sviluppo del settore del capitale di rischio raccogliendo fondi e utilizzando le competenze del settore privati; potenziare il sistema d'istruzione e la formazione professionale attraverso una più stretta collaborazione con il settore privato.

Nel suo discorso pronunciato a Roma per presentare il rapporto, il Segretario Generale dell’OCSE, Angel Gurría, insieme al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan (nella foto), ha sottolineato che: «le importanti riforme di questi ultimi anni iniziano a dare buoni risultati. L'economia si sta gradualmente riprendendo, ma rimangono ancora complessi problemi da affrontare. Per aumentare il benessere di tutti gli italiani, è essenziale che il processo di riforme prosegua e che le nuove misure siano attuate pienamente ed efficacemente».

Secondo Angel Gurría, le quattro principali sfide che il Paese deve affrontare sono: la crescita della produttività e degli investimenti; il risanamento del sistema bancario; il sostegno all'occupazione insieme al miglioramento delle competenze; e la riduzione della povertà, in particolare tra i giovani, il cui reddito ha registrato la maggiore diminuzione a partire dalla crisi.

Il Segretario Generale Angel Gurría ha inoltre precisato che: «il Jobs Act è un’importante riforma economica e sociale poiché ha consentito di far fronte al dualismo del mercato del lavoro, che tutela chi ha già un posto di lavoro sicuro ma esclude chi è fuori da tale mercato, come i giovani e le persone meno qualificate. Tale riforma ha inoltre permesso di introdurre un moderno meccanismo di assicurazione contro la disoccupazione. Per migliorare il livello di competenze di lavoratori e studenti, fa notare il Segretario Generale dell'OCSE, è necessario attuare appieno le misure previste in materia di assistenza per la ricerca di impiego e di formazione, e la riforma dell'istruzione, La Buona Scuola».