Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Frenata tedesca

A sorpresa la produzione industriale cala a dicembre smentendo le attese di recupero. 

di Intesa Sanpaolo |

Germania - La produzione industriale è calata di -3,0% m/m a dicembre, smentendo nettamente le attese. Il calo (-3,4% nel manifatturiero) è stato netto per tutte le categorie di beni: -5,4% per i beni d’investimento, -3,1% per i beni di consumo e infine -1,1% anche per gli intermedi. Flette anche la produzione nelle costruzioni (-1,7% m/m). Le indagini IFO e PMI hanno indicato una crescita più vivace del manifatturiero da settembre scorso. Nel quarto trimestre la produzione industriale al lordo delle costruzioni risulta in lieve flessione (-0,1% t/t).

Stati Uniti - Il deficit della bilancia commerciale a dicembre dovrebbe essere poco variato a -45 mld di dollari da -45,2 mld di dollari di novembre. Sulla base dei dati preliminari della bilancia dei beni già pubblicati, le esportazioni di beni sono attese in aumento di 3% m/m e le importazioni in rialzo di 1,8% m/m, con variazioni spinte dai volumi e prezzi relativamente stabili. Le variazioni di import ed export totali dovrebbero essere positive, anche se più modeste soprattutto dal lato delle esportazioni.

Ieri sui mercati - Il mercato dei titoli di stato è stato scosso ieri da forti tensioni, manifestatesi in un allargamento dei premi al rischio che ha coinvolto la periferia e la Francia e in un calo dei rendimenti sul debito tedesco. La Francia paga la netta presa di posizione contro l’euro di Le Pen, leader del Front National e probabilmente la più votata fra i candidati al primo turno delle prossime elezioni presidenziali. Sulla scadenza decennale, l’OAT ha allargato a 75pb contro Bund, trascinandosi dietro Spagna e Italia. Il movimento sui BTP è stato amplificato da fattori specifici (incertezza politica, rischio di declassamento), che hanno condotto a variazioni a due cifre dello spread (199pb). L’euro è calato in area 1,06 dollari.

Il presidente della BCE Draghi ha difeso davanti al Parlamento Europeo l’orientamento espansivo della politica monetaria, respinto le accuse di manipolazione del cambio e criticato le proposte di allentamento delle norme sulla vigilanza nel settore finanziario avanzate dalla amministrazione Trump.

Grecia – La maggioranza dell’executive board del FMI ritiene che il paese dovrebbe puntare nel 2018 a un avanzo primario di 1,5%, invece del 3,5% imposto dal programma di aggiustamento, e quindi che “non richieda ulteriore consolidamento fiscale”. Inoltre, “la maggior parte dei consiglieri reputa che […] sarà alla fine necessario un ulteriore alleggerimento per ripristinare la sostenibilità del debito”.

Stati Uniti - Harker (Philadelphia Fed) ha detto che “marzo dovrebbe essere considerato come potenziale per un altro aumento di 25 pb”.

Stati Uniti - La Senior Loan Officer Survey di gennaio riporta che le condizioni del credito sono rimaste ampiamente accomodanti nel 4° trimestre 2016.