Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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L'America corre più del previsto

A novembre aumenta ancora la fiducia delle famiglie. I consumi restano solidi anche nel quarto trimestre. Oggi la Fed pubblica il Beige Book. 

di INTESA SANPAOLO |

OGGI SUI MERCATI

Germania - Le vendite al dettaglio sorprendono verso l’alto, con un rialzo di 2,4% m/m, dopo il calo inatteso del mese precedente (-1,5% m/m). I fondamentali per i consumi delle famiglie rimangono di ampio supporto e ci aspettiamo un’accelerazione a fine 2016 a +0,5% t/t.

Francia - La stima flash dei prezzi al consumo a novembre è stabile sull’indice nazionale e in calo di 1 decimo sull’armonizzato, dopo la stabilità di ottobre. L’inflazione accelera a 0,5% sulla misura nazionale e a 0,7% su quella armonizzata.

Italia - I prezzi al consumo sono attesi in calo di due decimi a novembre, per un’inflazione in salita di due decimi a zero in base all’indice NIC (da -0,2% precedente) e a +0,1% (da -0,1% di ottobre) sull’armonizzato. La flessione dei listini nel mese sarebbe dovuta soprattutto a servizi ricettivi e di ristorazione, spese per cultura e tempo libero e trasporti. Il 2016 dovrebbe chiudere con una variazione negativa di un decimo dei prezzi in media nell’anno.

Area euro - La stima flash di novembre dovrebbe vedere l’inflazione in accelerazione di un decimo a 0,6% da 0,5%. I prezzi nel mese sarebbero rimasti stabili dopo essere aumentati di due decimi a ottobre. L’inflazione core infine è attesa accelerare di un decimo a 0,9% da 0,8%. A cavallo d’anno l’inflazione dovrebbe accelerare grazie a un effetto statistico non più sfavorevole.

Germania - La disoccupazione a novembre è vista stabile a 6,0% dopo il calo di un decimo registrato a ottobre. Nel quarto trimestre la disoccupazione potrebbe calare a 6,0% dopo essere rimasta ferma a 6,1% nei precedenti due trimestri (media annua a 6,1% da 6,4% del 2015).

Stati Uniti - La sima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a novembre è di 170 mila, poco al di sopra della stima del mese precedente (147 mila) e in linea con il dato effettivo dei nonfarm payroll di ottobre (161 mila).

La spesa personale a ottobre è prevista in aumento di 0,6% m/m. Il reddito personale è previsto in rialzo dello 0,4% m/m, spinto dalla ripresa dei salari e delle ore lavorate (reddito da lavoro in aumento previsto dello 0,5% m/m). Il tasso di risparmio dovrebbe correggere a 5,6% da 5,7%, restando in linea con la media vista dalla primavera. Il deflatore dei consumi dovrebbe aumentare dello 0,3% m/m (1,4% a/a), in linea con il dato del CPI. Il deflatore core dovrebbe essere in rialzo dello 0,1% m/m (1,8% a/a) e avvicinarsi all’obiettivo della Fed di inflazione al 2%.

Il Chicago PMI a novembre è atteso in aumento a 53, dopo l’ampia correzione di ottobre a 50,6.

La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione di dicembre.

Giappone - La produzione industriale a ottobre aumenta di 0,1% m/m, e prosegue sul trend modestamente positivo degli ultimi mesi.

 

IERI SUI MERCATI

Giornata di nuovo positiva per i mercati azionari, con rialzi modesti negli USA (S&P +0,1%), frenati dalla recente debolezza del petrolio. In Europa le variazioni sono state più solide (Euro Stoxx +0,7%, Dax +0,4%, FTSE MIB +2,1%), con un ritracciamento delle correzioni di lunedì. Il Nikkei è stabile questa mattina. Il WTI è sceso ieri a 45,2$ e il Brent a 46$ (ma in rialzo questa mattina a 46,9 $), per via dell’incertezza sull’esito della riunione OPEC. Negli ultimi giorni le aspettative per un accordo su un taglio della produzione di greggio si sono ridotte ampiamente, sulla scia dell’irrigidimento delle posizioni di Iran, Iraq, Libia e Nigeria. Diventa sempre più probabile che un eventuale taglio debba essere sopportato quasi esclusivamente dall’Arabia Saudita: probabilmente un accordo ci sarà, ma su scala molto più contenuta rispetto a quanto atteso inizialmente. 

I mercati obbligazionari core si sono stabilizzati sui livelli di lunedì, con il Treasury a 10 anni a 2,34% (+1 pb, e al di sotto dei picchi vicini a 2,4% della settimana scorsa) e il Bund 10 anni a 0,23% (+3 pb). Migliore la performance dei periferici europei. il BTP a due anni tratta in area 0,07% mentre il decennale si attesta poco sotto il 2% con lo spread in compressione di più di 10pb a 173pb.

Sul mercato primario, l’esito delle ultime aste italiane a medio-lungo termine con regolamento nel 2016, è stato nel complesso buono. Il Tesoro ha collocato 6,2 miliardi di euro complessivi, poco meno dell'offerta massima di 6,25 miliardi, su quattro titoli a medio-lungo termine, con rendimenti in sensibile risalita dai livelli di fine ottobre ma con una domanda robusta. Sia per il Btp a 5 anni che per il decennale i rendimenti in asta sono al massimo da giugno 2015.

Sui mercati valutari, il dollaro consolida i livelli recenti, con lo yen in area 112,7 e l’euro a 1,0623 questa mattina.

Germania - L’inflazione è rimasta ferma a novembre a 0,8% sulla misura nazionale e 0,7% su quella armonizzata, mentre le attese erano per un aumento di un decimo. I prezzi sono cresciuti di 0,1% m/m sulla misura nazionali ma sono rimasti invariati sull’indice armonizzato. Il dettaglio dai Laender mostra un calo inatteso dell’energia ma anche degli alimentari e abbigliamento. Anche in Spagna, l’inflazione è ferma a 0,7% sulla misura armonizzata, frenata secondo l’INE dal calo dei prezzi dei carburanti. Nel mese di dicembre dovrebbe vedersi un aumento sia in Germania che Spagna.

Area euro - L’indice sintetico di fiducia economica circa invariato a novembre, conferma lo scenario emerso dalle varie indagini nazionali. La ripresa nell’eurozona sta accelerando e anche l’industria sta contribuendo ora alla formazione del PIL più di quanto finora visto, mentre nei servizi e nel commercio le condizioni rimangono di supporto. Ci aspettiamo quindi che nel quarto trimestre il PIL acceleri a 0,4% t/t. La previsione attuale del PIL 2017 a 1,4% presenta ora qualche rischio verso l’alto.

Stati Uniti - La seconda stima del PIL del 3° trimestre registra una revisione verso l’alto a +3,2% t/t ann. (1,6% a/a), da 2,9% t/t ann. della stima advance. La revisione è particolarmente ampia per i consumi privati, mentre gli investimenti fissi non residenziali sono rivisti complessivamente verso il basso (-0,1% t/t ann. Da +1,2% t/t ann.) con revisioni contrastanti per le strutture (+10,1% t/t ann. Da +5,4% t/t ann. della stima advance) e per i macchinari (-4,8% t/t ann., da -2,7% t/t ann.). Sulla base delle informazioni disponibili per il 4° trimestre, la crescita a fine 2016 dovrebbe vedere accelerazione degli investimenti fissi (sia residenziali sia non residenziali), stabilizzazione della crescita dei consumi su ritmi elevati e contributi negativi di scorte e canale estero. La variazione complessiva nel 4° trimestre dovrebbe essere di poco sotto il 3% t/t ann.
    
La fiducia delle famiglie a novembre sorprende verso l’alto a 107,1 (massimo da luglio 2007), da 100,8 di ottobre, con un forte rialzo sia delle condizioni correnti (a 130,3 da 123,1) sia delle aspettative (a 91,7 da 86). Le condizioni del mercato del lavoro sono in ulteriore netto miglioramento, con il differenziale jobs plentiful-jobs hard to get a 5,2 da 3,6 di ottobre, in territorio espansivo per il 5° mese consecutivo. Il livello della fiducia sarebbe coerente con una crescita dei consumi superiore al 3% e dà supporto all’aspettativa che la spesa personale resti solida nel 4° trimestre.