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Alle soglie dell'inferno

In America la vittoria di Hillary è quasi sicura. E anche in Italia le cose vanno meglio.

di Giuseppe Turani |

Siamo arrivati fino alle soglie dell’inferno. Ma forse ci stiamo fermando in tempo. Tutto quello che doveva andare a posto sta andando a posto. Con ogni probabilità Donald Trump non sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti. E per la prima volta una donna siederà nello studio ovale della Casa Bianca. Un segno dei tempi che cambiano.

Per esserne certi bisognerà aspettare fino a mercoledì mattina. Lo spoglio delle schede comincerà all’una di notte (ora italiana) di martedì e poi proseguirà per tutta la notte. Ma sembra proprio che Trump verrà sconfitto.

Buone nuove anche dall’Italia. Il passaggio di Gianni Cuperlo nell’area del sì all’interno del Pd chiarisce definitivamente le cose. Un documento comune sulla legge elettorale è stato firmato e quindi la minoranza dem non ha più alcuna ragione per stare sulle barricate del no. Ma ci sta ugualmente, confermando in modo plateale che vuole la caduta di Renzi, non una diversa riforma costituzionale.

Questa componente (Bersani  & C.) può di fatto essere considerata già fuori dal Pd. Sia in caso di vittoria del SI che di sconfitta, difficilmente il Pd potrà lasciare loro spazi di manovra. Tutto quello che si doveva consumare nel loro rapporto con la maggioranza è ormai stato consumato.

Quindi se ne dovranno andare, probabilmente in quella micro-sinistra che il solito visionario Nichi Vendola sta allestendo con alcuni dei più sfigati esponenti della “sinistra di classe”, come alcuni di loro amano ancora definirsi.

Adesso, per poter dire che siamo davvero lontani dall’inferno, manca solo una vittoria del SI il 4 dicembre. Ma c’è qualche buona speranza.