Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Pil:+ 0,3 per cento terzo trimestre

Si tratta di una prima stima non ufficiale

di Intesasanpaolo |


  • Germania - Gli ordini all’industria sono sorprendentemente calati di -0,6% m/m in settembre dopo il +0,9% m/m di agosto. Il calo riguarda sia gli ordini domestici (-1,1%), sia quelli dal resto dell’Eurozona (-4,5% m/m), mentre gli ordini esteri da paesi non-euro sono rimbalzati dopo il calo di agosto. Il calo riguarda i beni capitali (-1,6%), mentre sono cresciuti gli ordinativi di beni intermedi (+0,5%) e di beni durevoli di consumo (+0,5%). Le indagini IFO e PMI hanno segnalato una ripresa della domanda.
  • Area euro. Le vendite al dettaglio a settembre sono attese nuovamente in calo di -0,4% m/m da -0,2% m/m, sulla scia della brusca correzione registrata in Germania. Sull’anno, il dato destagionalizzato rallenterebbe di due decimi a 1,2% a/a da 1,4% a/a. Le vendite al dettaglio sono coerenti, insieme ai dati sulle immatricolazioni auto, con una crescita dei consumi privati di 0,4% t/t da 0,2% t/t nel 2° trimestre.
  • Spagna. La produzione industriale a settembre è attesa correggere di 0,4%m/m dopo l’anomalo aumento di agosto (+1,4% m/m). Se confermato il dato lascerebbe la produzione in aumento dell’1,0% t/t nei mesi estivi dal +0,7% t/t del 2° trimestre. Il PMI manifatturiero e l’indagine della Commissione UE hanno segnalato una tenuta del comparto anche in autunno

I market mover della settimana

  • Nella zona euro, la Commissione pubblica le previsioni di autunno che forniranno indicazioni sulla valutazione dei Budget nazionali attesa per metà novembre. I dati di produzione industriale di settembre dovrebbero mostrare una correzione nei principali paesi dopo la crescita eccezionalmente forte del mese precedente. Ci aspettiamo una discesa di -0,8% m/m in Germania, di -0,3% m/m in Francia, di -1,0% m/m in Italia e di -0,4% m/m in Spagna. Le vendite al dettaglio dell’Eurozona dovrebbero calare di 0,4%m/m a settembre, appesantite dalla netta contrazione dei consumi tedeschi.
  • La settimana è praticamente senza dati di rilievo negli Stati Uniti, e il focus sarà completamente concentrato sulle elezioni, che quest’anno sono straordinariamente incerte. Lo scenario centrale, soggetto ad ampia incertezza, è di governo diviso, con un Presidente democratico, la Camera repubblicana e il Senato in situazione di possibile parità. In termini di politica economica, è quindi probabile un altro biennio di stallo legislativo, e di mantenimento di una stance fiscale moderatamente espansiva. Per quanto riguarda i dati, la fiducia dei consumatori a novembre dovrebbe risalire dopo una correzione a ottobre.

Venerdì sui mercati

  • L’OPEC ha affermato che l’organizzazione conferma l’impegno ad attuare l’accordo di Algeri sul contenimento della produzione, i cui dettagli sarebbero concordati alla riunione del prossimo 30 novembre. Il tentativo di ottobre di dare sostanza all’intesa era fallito. Secondo il segretario generale dell’OPEC, anche la Russia è parte delle trattative.
  • La risalita di Clinton nei sondaggi sulle elezioni presidenziali americane ha portato questa notte a un netto rafforzamento del dollaro come cambio effettivo. L’euro è tornato in area 1,10 dollari. Netto rimbalzo dei listini azionari in Asia, risalita dei rendimenti sui titoli di stato.

Area euro.

  • La seconda stima del PMI composito di ottobre ha rivisto al ribasso la prima lettura a 53,3 da 53,7. Il dato è spiegato dalla revisione al ribasso del PMI per i servizi a 52,8 da 53,5 sulla scia dell’inatteso calo dell’indice francese a 51,4 da 52,1; quello tedesco invece è stato rivisto al rialzo di un decimo a 54,2 da 54,1. La prima lettura dell’indice per i servizi italiano mostra un aumento del livello inferiore alle attese a 51,0 da 50,7, suggerendo comunque una lieve espansione dell’attività nel mese.
  • Italia. L’agenzia di rating canadese DBRS, che il 5 agosto aveva posto sotto osservazione, con implicazioni di credito negative, il rating dell’Italia, ha esteso il processo di revisione (che normalmente si conclude entro 90 giorni) oltre il prossimo referendum del 4 dicembre.
  • Italia. Le convenzioni notarili di compravendita di unità immobiliari sono cresciute del 20,6% a/a nel 2° trimestre, in accelerazione dal 17,9% dei primi tre mesi dell’anno. Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono aumentate nello stesso periodo del 24,5% a/a (in lieve rallentamento da 29,2% di inizio anno).
  • Italia. In base a quanto si legge nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, l’indicatore anticipatore elaborato dall’Istat non segnala prospettive di accelerazione dell’attività economica negli ultimi mesi dell’anno. Nelle nostre stime, il PIL potrebbe essere cresciuto di 0,3% t/t nel 3° trimestre e poi rallentare a 0,1% t/t nei mesi finali dell’anno.
  • BCE - Da Coeuré e Villepin sono giunti inviti alla Germania perché aumenti gli investimenti pubblici. Secondo Constancio, l’inflazione accelererà nei prossimi mesi e i rischi per lo scenario previsionale si sono ridotti.

 

Stati Uniti

  • L’employment report di ottobre è ancora una volta positivo e sicuramente fornisce “qualche evidenza di progresso“ verso gli obiettivi della Fed, come richiesto dal FOMC per attuare un rialzo in tempi brevi. Il tasso di disoccupazione cala a 4,9%. Gli occupati non agricoli aumentano di 161 mila, dopo 191 mila di settembre (rivisto da 156 mila). Le ore lavorate aumentano di 0,2% m/m, dopo +0,4% m/m di settembre e indicano una probabile espansione della produzione industriale. Infine, i salari orari accelerano con una variazione di 0,4% m/m, dopo +0,3% m/m di settembre, portando la variazione annua a 2,8% a/a.
  • La bilancia commerciale a settembre registra un deficit di -36,4 mld di dollari, il più contenuto da febbraio 2015, dopo 40,5 mld di agosto. Le esportazioni sono ancora in aumento solido (+0,6% m/m. quarto incremento consecutivo).
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  • L’FBI ha annunciato che le e-mail trovate recentemente e alla base della riapertura dell’indagine sul comportamento di Hillary Clinton nel suo mandato di Segretario di Stato non danno motivo per modificare la conclusione raggiunta in precedenza. Pertanto l’FBI ribadisce che non c’è evidenza che giustifichi imputazioni a carico di Hillary Clinton avendo “rivisto tutte le comunicazioni da e verso Hillary Clinton mentre era Segretario di Stato”. Sulla base dei sondaggi elaborati da RealClearPolitics (media dei principali sondaggi al 4/11/2016), che non tenevano ancora conto delle ultime notizie dall’FBI, Clinton aveva 216 delegati sicuri o quasi sicuri, contro i 164 di Trump; i delegati incerti erano 158 (in 13 stati), in aumento rispetto ai giorni precedenti. In termini di “voto popolare”, Clinton aveva un margine molto risicato, pari a 1,6 punti su Trump. Il pronostico per il voto presidenziale resta marginalmente a favore di Clinton, anche se il fatto che molti stati chiave siano in bilico rende particolarmente incerta la previsione.