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Recessione Usa dietro l'angolo?

E' la previsione di una banca d'affari, se vince Trump

di Giuseppe Turani |

Mai, forse, Wall Street è stata così netta davanti a un’elezione presidenziale. Tutti i grandi operatori stanno facendo sondaggi di ogni tipo, ma il risultato non cambia, cambiano solo le dimensioni. Un’eventuale vittoria di Donald Trump viene vista come una sorta di catastrofe borsistica,

I più moderati pensano a un crollo del 5 per cento di Wall Street, ma non mancano quelli che prevedono che si possa arrivare a un calo dell’11-13 per cento. E questo può interessare solo quelli della Borsa, anche se poi non è vero. Un crollo di Wall Street finirebbe per trascinare con sé il resto dei mercati e quindi finirebbe per mettere nei guai anche i fondi pensione e le banche di tutto il mondo (che già non stanno  benissimo).

Ma c’è anche chi si spinge più avanti. Gli esperti di Citibank pensano che una vittoria di Trump potrebbe addirittura riportare l’America in recessione, con gravi danni anche per l’economia mondiale.

Una vittoria di Hillary, invece, verrebbe salutata da un immediato rialzo di Borsa del 2-3 per cento e non ci sarebbe alcun pericolo di recessione. Un po’ perché è meno ideologica di Trump e più attenta ai fondamentali dell’economia. E poi perché non cambierebbe nulla alla Federal Reserve, che quindi potrebbe continuare nella sua politica di attento e prudente sostegno all’economia.

Queste previsioni, come è ovvio, hanno anche lo scopo di influenzare il voto americano. E quindi probabilmente contengono qualche esagerazione. Ma rimane il fatto che provengono dalle più grandi banche d’affari, cioè dalle “mani forti” del mercato,  e che sono molto esplicite.

In effetti l’indice Standard & Poor’s sta scendendo già da alcuni giorni: più salgono i sondaggi di Trump, più scende l’indice.