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In attesa di segnali dalla Fed

Il mercato del lavoro si consolida e l'inflazione risale: il Fomc prepara la strada per il rialzo dei tassi di dicembre. 

di INTESA SANPAOLO |

 

DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI:

Area Euro

Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile a 6,1% a ottobre per il sesto mese consecutivo. Il mercato del lavoro è al pieno impiego. La crescita degli occupati soggetti a contribuzione, i cosiddetti good jobs, potrebbe rallentare ancora nei prossimi mesi a meno di un aumento della forza lavoro.

Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero in aumento a 53,3 da 52,6, un massimo da aprile 2014, la spinta è venuta dalla domanda estera. Il dato è coerente con un contributo più vivace del manifatturiero alla crescita del PIL.

Stati Uniti

La stima ADP degli occupati non agricoli privati a ottobre è prevista dal consenso in rialzo di 160 mila, dopo 154 mila di settembre.

La riunione del FOMC di novembre dovrebbe essere interlocutoria: prevediamo che il Comitato mantenga la politica monetaria invariata e al tempo stesso prepari la strada per un rialzo a dicembre. Il voto dovrebbe essere ancora contrastato, con almeno due dissensi. Il comunicato dovrebbe indicare che i due obiettivi della Fed sono praticamente raggiunti. La valutazione congiunturale dovrebbe restare positiva, con evidenza di proseguimento di una crescita moderata, di ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e di graduale rialzo dell’inflazione verso il 2%. I rischi per lo scenario dovrebbero essere ancora “circa bilanciati”. Dopo il rialzo atteso a dicembre, per il FOMC si riproporrà il problema di trovare un consenso al suo interno sul sentiero dei tassi e di comunicarlo nel modo meno confuso possibile al mercato. Nel 2017, il compito sarà anche più arduo che nel 2016.


IERI SUI MERCATI

Il PMI manifatturiero della Cina è salito da 50,4 a 51,2 secondo la rilevazione NBS, e da 50,1 a 51,2 secondo quella Caixin. La rilevazione ufficiale del PMI non manifatturiero risulta anch’essa in lieve aumento da 53,7 a 54,0.

I sondaggi che danno Trump in rimonta su Clinton a pochi giorni dalle elezioni presidenziali hanno fatto crescere l’avversione al rischio. I mercati azionari hanno chiuso in netto ribasso. I rendimenti degli UST sono rimasti pressoché fermi. Spread in allargamento in Europa, con la Spagna questa volta a guidare il movimento (+11pb sulle scadenze 10 e 30 anni, contro i 4-5pb dell’Italia). Dollaro in flessione sui mercati valutari, e oro in apprezzamento verso livelli precedenti il netto calo del 4 ottobre. Deboli le quotazioni petrolifere, con il future sul Brent ormai tornato in area $47.

Area euro

La stima flash Eurostat ha mostrato un tasso di crescita del PIL di 0,3%t/t nei mesi estivi, stesso ritmo del 2° trimestre. Su base annua, la crescita del PIL si è stabilizzata a 1,6%, al di sopra del potenziale. La domanda interna, ed in particolare i consumi dovrebbero aver sostenuto la crescita del PIL, compensando una dinamica debole dell’export. Le indagini congiunturali di settembre e ottobre indicano un’accelerazione della crescita area euro in area 0,4% t/t a cavallo di fine anno.

La stima preliminare mostra un aumento dell’inflazione di un decimo a 0,5% come da attese, su spinta della componente energetica. L’inflazione sottostante è rimasta invariata a 0,8%.L’inflazione euro zona è attesa toccare l’1,1% a fine anno. L’inflazione core salirà fino all’1,3% in primavera su spinta di un effetto base favorevole, quindi saranno necessarie genuine pressioni dai prezzi interni per consolidare gli aumenti.

Stati Uniti

L’ISM manifatturiero a ottobre aumenta modestamente, a 51,9, da 51,5 di settembre. Lo spaccato dell’indagine è misto: tutte le principali componenti sono in territorio espansivo, ma non ci sono segnali omogenei di accelerazione. La produzione e l’occupazione accelerano, a 54,6 da 53 e a 52,9 da 49,7, rispettivamente, ma i nuovi ordini rallentano a 52,1 da 55,1; gli ordini dall’estero sono poco variati a 52,5 da 52. Le scorte sono ancora in calo, mentre le scorte dei clienti sono valutate circa in equilibrio, segnale positivo per le prospettive dell’attività. La diffusione della modesta crescita dell’attività è aumentata rispetto a settembre con un maggior numero di settori in rialzo. Il direttore dell’indagine rileva che l’indagine punta ancora a crescita modesta, ma i commenti delle imprese sono generalmente ottimistici, con indicazioni moderatamente positive per il 4° trimestre.

Il Chicago PMI a ottobre cala a 50,6 da 54,2 di settembre.

La spesa in costruzioni a settembre cala di -0,4% m/m, contro attese di rialzo di 0,5% m/m, segnando la terza contrazione consecutiva. Tuttavia i dati dei mesi precedenti sono rivisti verso l’alto. Nel complesso, l’attività di costruzione residenziale rimane probabilmente frenata da vincoli all’offerta (confermati anche da scorte di case invendute particolarmente basse). Dal lato della spesa pubblica, la debolezza sembra più strutturale, essendo concentrata soprattutto a livello statale e locale: su questo fronte sarà da vedere se i programmi di spesa infrastrutturale inclusi nelle piattaforme elettorali di Clinton e Trump si tradurranno in una svolta degli investimenti pubblici.

Le vendite di autoveicoli a ottobre sorprendono verso l’alto, salendo a 17,9 mln di unità ann., da 17,65 mln di settembre. I dati confermano la stabilizzazione delle vendite su livelli elevati ma senza un trend verso l’alto. Da inizio anno, le vendite si sono assestate su una media di 17,3 mln e si sono mantenute all’interno di un intervallo compreso fra 16,7 mln e 17,9 mln, dopo anni di rialzi significativi.

La spesa personale a settembre aumenta di 0,5% m/m; in termini reali; i consumi sono in rialzo di 0,3%m/m, spinti soprattutto dai beni durevoli. I dati sulla spesa delle famiglie danno indicazioni di crescita in rallentamento nel 4° trimestre, verso ritmi di poco inferiori al 2% t/t ann.

Giappone

La BoJ ha mantenuto la politica monetaria invariata alla riunione conclusa il 1° novembre, come atteso. La valutazione rimane di significativi rischi verso il basso, sia per l’inflazione sia per la crescita, e si mantiene un bias espansivo. Le indicazioni di possibile ulteriore espansione della politica monetaria trovano un freno operativo nella carenza di strumenti disponibili, anche se Kuroda ha ribadito di avere spazio per aumentare il programma di acquisti se necessario. Si potrebbe vedere ampliamento del programma sul fronte degli ETF e di obbligazioni per il finanziamento delle infrastrutture, ma per ora la BoJ attenderà di vedere gli effetti del passaggio al “controllo della curva” con l’obiettivo sui rendimenti a lungo termine.