Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Pil europeo all'1,6 per cento

In America riunione del Fomc, ma tassi ancora fermi, fino a dicembre, dopo le elezioni.

di Intesasanpaolo |

Area Euro

  • Germania. Le vendite al dettaglio a settembre hanno deluso le aspettative, registrando anche in settembre un’ampia contrazione su base mensile (-1,4% m/m) e rallentando su base tendenziale a +0,4% a/a. Malgrado l’andamento modesto delle vendite al dettaglio, i fondamentali per i consumi tedeschi rimangono di ampio supporto.
  • Area euro. La prima stima per il terzo trimestre dovrebbe mostrare una crescita del PIL vicina a 0,3%t/t come in primavera. Su base annua, il PIL dovrebbe aver ancora viaggiato a 1,6% a/a al di sopra del potenziale. Nei mesi estivi, consumi e investimenti (in particolare in costruzioni) dovrebbero aver sostenuto la crescita del PIL, ma il dettaglio si avrà solo il 15 novembre. Le indagini di fiducia segnalano una dinamica più vivace a fine anno, che lascerebbe la crescita media annua all’1,6%.
  • Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare un aumento dell’inflazione Eurozona a 0,6% da 0,4%, si tratterebbe di un massimo da inizio 2014. Il rialzo dovrebbe essere spiegato in larga misura dal rimbalzo della componente energia. Per il momento le pressioni sulla dinamica dei prezzi interni restano contenute, l’inflazione core è attesa salire di solo un decimo a 0,9% dopo cinque mesi di fermo. Tra novembre e marzo l’inflazione sottostante sarà spinta verso l’1,1% da un effetto base favorevole. Ma per un “aumento durevole della dinamica dei prezzi verso il 2%” auspicato dalla BCE, riteniamo saranno necessarie genuine pressioni sui prezzi interni.
  • Italia. L’inflazione è attesa stabile a 0,1% a/a a ottobre. Nel mese i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di due decimi in base al NIC e di quattro decimi secondo l’indice armonizzato. A ottobre i carburanti hanno registrato modesti rincari e l’Autorità per l’energia ha deliberato un rialzo di +1,7% per il gas ma una flessione di -1,1% per l’energia elettrica. Istruzione, spese per la casa, trasporti, abbigliamento e alimentari dovrebbero tutti registrare dei rincari. In prospettiva, l’inflazione potrebbe accelerare negli ultimi due mesi dell’anno (la stimiamo a 0,5% a dicembre), ma difficilmente si andrà oltre una media dell’1% nel 2017.

Stati Uniti

  • La spesa personale a settembre è prevista in aumento di 0,5% m/m, spinta dai beni durevoli e dalla benzina, oltre che dai servizi. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, con un incremento solido delle retribuzioni, spinte da salari, settimana lavorativa e numero di occupati. Il tasso di risparmio dovrebbe essere stabile a 5,7%. Il deflatore dei consumi è previsto in rialzo di 0,2% m/m (1,2% a/a) sulla scia dell’incremento dell’energia. Il deflatore core è previsto in aumento di 0,1% m/m (1,7% a/a), con rischi verso l’alto a 0,2% m/m a seconda degli arrotondamenti. Il trend dell’inflazione core resta molto modesto, ma è comunque verso l’alto: la media delle variazioni mensili da inizio anno è di 0,16, corrispondente a un’inflazione annua vicina al 2%.
  • Il Chicago PMI a ottobre dovrebbe essere poco variato a 54 da 54,2 di settembre.

I market mover della settimana

Nell’area euro, la prima stima per il 3° trimestre dovrebbe mostrare una crescita del PIL Eurozona vicina a 0,3% t/t e 1,6% a/a, come in primavera. L’inflazione Eurozona dovrebbe essere salita di due decimi a 0,6% a ottobre, in larga misura per effetto del rialzo del prezzo dell’energia. In Italia, l’inflazione è attesa stabile a +0,1%. La seconda stima dovrebbe confermare l’aumento del PMI composito Eurozona a 53,7 da 52,6 grazie al recupero del manifatturiero e servizi. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile in Germania al 6,1% a ottobre e in calo di un decimo nella media area euro al 10% a settembre.

La settimana è densa di dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe essere interlocutoria e mantenere i tassi fermi. Dai dati, il messaggio generale dovrebbe essere di proseguimento di ripresa moderata e di miglioramento del mercato del lavoro. L’employment report di ottobre dovrebbe registrare un aumento di occupati di 165 mila, in linea con la media recente, una correzione del tasso di disoccupazione a 4,9%, sulla scia di un rallentamento della dinamica della forza lavoro e un aumento dei salari orari di 0,3% m/m. Gli indici ISM manifatturiero e non manifatturiero a ottobre dovrebbero essere su livelli coerenti con espansione dell’attività e modesta accelerazione della crescita nel 4° trimestre. Le vendite di autoveicoli di ottobre sono previste su livelli elevati vicini a quelli del mese precedente. Fra i dati di settembre, la spesa in costruzione dovrebbe essere in aumento solido in tutti i settori, la spesa e il reddito personale dovrebbero crescere a ritmi sostenuti; il deflatore dei consumi core dovrebbe mantenersi in crescita di 1,7% a/a. 

Venerdì sui mercati

  • Mercati statunitensi scossi dall’annuncio di nuove indagini del FBI sulla candidata dei democratici alle presidenziali e dal recupero messo a segno da Trump nei sondaggi.
  • Venerdì si è interrotto il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato sui mercati americano, tedesco e francese. Tuttavia, i premi al rischio sul debito italiano e spagnolo si sono allargati ancora su tutte le scadenze e, le curve BTP e Bonos si sono spostate ancora verso l’alto.
  • Euro in ripresa verso 1,10 dollari, sebbene in lieve arretramento quest’oggi a 1,095. Dollaro in arretramento di circa mezzo punto percentuale come cambio effettivo.
  • Venerdì l’OPEC non è riuscita ad accordarsi su una nuova ripartizione delle quote produttive, e ha convocato una nuova riunione a novembre con i produttori non-OPEC prima della propria riunione interministeriale del 30 novembre. Il future sul Brent Crude scambia oggi sotto $50.

Area euro

  • Area euro. L’indice di fiducia economica della CE è cresciuto a dispetto delle attese, a 106,3 a ottobre da 104,9 precedente, toccando i massimi dal 2011. La fiducia è aumentata decisamente nel manifatturiero, a -0,6 da -1,8 (ed era a -4,3 in agosto): anche qui l’indice tocca i massimi dal 2011. Il morale nei servizi è migliorato di due punti a 12,0 da 10,0 con Germania, Italia e Spagna principali contributori positivi. Nel commercio al dettaglio il livello è rimasto invariato a 0,4 in ottobre. Nelle costruzioni il morale è migliorato a -14,3 da -15,6, anche qui sulla scia del rafforzamento della domanda. La seconda lettura dell’indice di fiducia dei consumatori conferma la stima preliminare a -8,0 da -8,2 di settembre. L’indagine di ottobre è coerente con i dati positivi provenienti dai PMI e suggerisce che il PIL dell’eurozona è in accelerazione nella parte finale dell’anno verso 0,4-0,5% da 0,3% t/t dei mesi centrali.
  • Francia. La spesa per consumi a settembre si è contratta di -0,2% m/m da 0,8% m/m (dato rivisto al rialzo di un decimo), deludendo le attese di consenso che si aspettavano un’espansione. Il calo è spiegato principalmente da un netto calo del consumo di energia. La dinamica trimestrale è tornata a calare (-0,5% t/t da +0,1% t/t), contribuendo negativamente alla formazione del PIL. La variazione annua frena quindi a 0,7% da 1,3% (rivisto al rialzo da 1,0%), evidenziando un rallentamento a livello congiunturale da 2,0% a/a del primo semestre a 0,7% attuale.
  • Inflazione. La stima preliminare di ottobre mostra un’inflazione più debole delle attese in Francia, a 0,4% sull’indice nazionale e a 0,5% su quello armonizzato, stesso livello di settembre. In Germania, invece, i dati preliminari di ottobre dai Länder mostrano che l’inflazione ha accelerato di un decimo a 0,8% sull’indice nazionale e di due decimi a 0,7% su quello armonizzato. Infine, in Spagna la stima flash ha mostrato il CPI accelerare di cinque decimi in linea col le stime di consenso a 0,7% da 0,2% (e a 0,5% da zero sull’HCPI).

Stati Uniti

Il PIL nel 3° trimestre aumenta di 2,9% t/t ann. (stima advance), dopo +1,4% t/t ann. del 2° trimestre e 0,8% t/t ann. del 1°. I dati mostrano una distribuzione equilibrata della crescita fra quasi tutte le componenti della domanda aggregata. La notevole volatilità del ritmo di crescita trimestrale del PIL maschera la sorprendente stabilità della crescita media annua, che si mantiene intorno, o poco sopra, al potenziale. E il 2017 dovrebbe mantenersi in linea con la media degli ultimi anni, marginalmente sopra il 2%.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (finale) è poco variata, a 87,7 da 87,9 della stima preliminare. Le condizioni correnti calano a 103,2 da 105.,5 e le aspettative sono circa stabili a 76,8 da 76,6. Le aspettative di inflazione, sia a 1 anno sia a 5-10 anni, sono invariate a 2,4% della rilevazione preliminare, minimo storico per le serie. Il livello della fiducia è sui minimi dal 2014: secondo il direttore dell’indagine la flessione della fiducia potrebbe essere influenzata dall’incertezza pre-elettorale.