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Veto sul bilancio Ue: Renzi sfida Bruxelles

Ultimatum sui migranti. O maggiore solidarietà o l'Italia potrebbe non votare i conti europei.

di Redazione |


Di fronte ai numeri record degli sbarchi sulle coste italiane, con oltre 153.000 migranti entrati nel nostro paese, Renzi alza i toni nei confronti dell’Unione europea e di chi non rispetta le regole, arrivando perfino a minacciare il prossimo anno di mettere il veto sul bilancio della Ue, cosa gravissima a cui mai nessun paese ha fatto ricorso dai tempi del trattato di Roma, di cui l’Italia è uno dei sei firmatari.

Durante la trasmissione Porta a Porta, ieri sera, Renzi è staro molto chiaro. I conti con l’Europa non tornano. L’Italia ha versato 20 miliardi e gliene sono tornati 12. Uno sbilanciamento insostenibile. Perciò, ha precisato il premier, “se l’Ungheria, se la Repubblica Ceca, se la Slovacchia ci fanno la morale sui migranti e poi non danno una mano e vogliono i nostri soldi, nel 2017 tutta l’Italia, destra e sinistra, devono stare a fianco del governo per dire che non ce n’è. Noi i soldi li mettiamo se contemporaneamente ci sono anche gli oneri da parte degli altri. I soldi non passano dai muri. Se tiri su muri, i soldi degli italiani te li scordi”.

Una presa di posizione molto chiara contro “l’incapacità dell’Europa di essere solidale” e che Renzi intende portare avanti a ogni costo. Alla domanda diretta se l’Italia potrebbe anche arrivare a porre il veto sul bilancio comunitario, la risposta di Renzi è stata senza esitazioni: “assolutamente sì”. D'altronde la situazione si sta facendo insostenibile. "O blocchiamo il flusso dei migranti entro il 2017 o l'Italia non riesce a reggere un altro anno come quello passato", afferma il premier. 

Fermezza anche sui conti italiani con Renzi che difende i numeri della legge di bilancio rivendicando le clausole d'eccezione per migranti e terremoto i cui costi vanno tenuti fuori dal patto di stabilità. Intanto ieri sera è arrivata da Bruxelles la lettera, attesa e scontata, contenente la richiesta di chiarimenti sul bilancio programmatico per il 2017. Non contiene critiche o giudizi e il tono, nonostante l’allarmismo degli ultimi giorni, appare pacato. La Commissione chiede però “spiegazioni sulla revisione degli obiettivi e del divario sostanzioso rispetto agli impegni presi nella primavera scorsa” oltre a un maggiore dettaglio sulle “spese eccezionali” sostenute per il terremoto e l’accoglienza dei rifugiati. Il governo italiano avrà tempo fino a domani per rispondere e chiarire i dubbi di Bruxelles.