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Brexit, il voltafaccia di Theresa May

Un audio pubblicato dal Guardian rivela che prima del referendum l'attuale premier era contro l'uscita del paese dall'Europa.

di Redazione |


26 maggio 2016. Theresa May, all’epoca segretario di Stato per gli affari interni del governo di David Cameron, partecipa a un convegno a porte chiuse organizzato da Goldman Sachs e davanti a una platea di banchieri e investitori della City sostiene le ragioni per le quali gli inglesi avrebbero dovuto votare contro l’uscita del Regno Unito dall’Europa al referendum del 23 giugno. Per ascoltare quell’intervento, basta collegarsi al sito del Guardian che ha pubblicato la registrazione ottenuta da una fonte anonima.

“Penso che essere parte di un blocco commerciale da 500 milioni di persone sia una cosa significativa per noi. ….. Se non fossimo in Europa, penso che molte persone si chiederebbero se hanno bisogno di avere una presenza in Europa invece che nel Regno Uniti. Quindi penso che ci siano precisi vantaggi per noi in termini economici. E come ho già detto ci sarebbero benefici anche per la sicurezza”, disse all’epoca la May precisando che gli inglesi avrebbero fatto meglio a pensare al loro futuro piuttosto che al loro passato.

Un audio che oggi crea qualche imbarazzo alla May visto che dal 13 luglio scorso ha preso il posto di Cameron alla guida del paese con il preciso compito di traghettare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea. Da allora le sue parole sono molto diverse. “Brexit significa Brexit”, ha detto nel momento dell’insediamento a Downing Street, facendo capire che non c’erano spazi per ripensamenti o per ammorbidire i termini e i tempi dell’uscita.