Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

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Signorina, un caffè

75 milioni in eredità alla segretaria di Caprotti, una vita a fianco del boss. Ma quei tempi sono finiti.

di Giuseppe Turani |

L’ultimo tentativo per avere una segretaria full time è stato fatto una decina di anni fa a Milano con una mia amica. Convocata da una delle famiglie più ricche della città, le è stato proposto il seguente accordo: “Per lo stipendio, lei dica una cifra e noi gliela diamo. Abbiamo visto che abita in un quartiere un po’ periferico. Qui c’è già un delizioso appartamento per lei, vicino a noi. Non deve preoccuparsi per eventuali malattie: a ogni cosa penseremo noi, e i nostri medici sono i migliori. Naturalmente le servirà un’auto, dica il modello e gliela facciamo avere. C’è una sola condizione che va rispettata: lei sarà a nostra disposizione, sempre. Anche la domenica sera a mezzanotte, se servisse”.

La mia amica disse di no, e credo che stiano ancora cercando la segretaria perfetta. Non la trovano per la semplice ragione che non esistono più.

Una volta andavi a parlare con i presidenti di qualche società e venivi regolarmente introdotto da qualche anziana signora, che poi con passo un po’ malfermo portava anche il caffè. Oggi è tutto finito. Ci sono soltanto echi dal passato.

Germana Chiodi è stata per tutta la vita la segretaria di Caprotti e si è guadagnata 75 milioni di eredità. Già l’enormità della somma la dice lunga: il mitico fondatore della Slunga, un genio, era probabilmente l’uomo con il peggior carattere d’Europa. Già il fatto d’essere riuscita a sopportarlo per anni e anni (cosa non riuscita a mogli e figli) ci dice che è una storia d’altri tempi. Oggi più nessuno ha così tanta pazienza.

Sempre provenienti da un’altra epoca abbiamo avuto la segretaria di Craxi, Enza Tomaselli, trent’anni al fianco del suo boss. Negli anni del potere non avvicinavi il segretario del Psi se Enza non voleva. Credo che degli affari e delle trame di Craxi sapesse più lei dello stesso Craxi.

La stessa cosa si può dire dell’altrettanto mitica Marinella Brambilla, la segretaria di Berlusconi, poi licenziata a causa di trame di palazzo. Anche lei era troppo potente. Ma adesso è corsa voce che Marina, la figlia del Cavaliere, la rivorrebbe di nuovo seduta a una scrivania, a presidio dell’impero.

E poi la segretaria per antonomasia: Vincenza Enea Gambogi, per mezzo secolo la fedele vestale dell’uomo più potente della prima Repubblica, ovvero Giulio Andreotti

Ancora fino agli anni ’80 essere la segretaria personale di un boss era un’ambizione alla quale si sacrificava molto, anche tutto. Gli si faceva il caffè, gli si compravano le camicie e gli si faceva anche il modo della cravatta. Soprattutto si telefonavano bugie a raffica alla moglie: “E’ ancora in riunione, andranno avanti tuttala notte”. E invece stava al Palace con una biondina mica male.

Oggi non c’è più nessuna ragazza che accetti questo. Se proprio si deve, si fa la segretaria. Ma ci sono contratti di lavoro e competenze da rispettare. Non si sgarra.

In realtà, poi, i modelli delle ragazze di oggi non sono le segretarie di una volta: oggi vogliono essere loro i boss. Sono delle bocconiane, sanno le lingue, sanno di finanza, hanno girato il mondo. A Torino, per stare vicini a casa, la Appendino non fa la segretaria del sindaco, fa il sindaco.

In America, alla General Motors, la signora Mary Barra non porta il caffè al suo presidente, fa l’amministratore delegato e certamente è più potente di lui. D’altra parte, basta aprire un giornale per capire che i tempi sono cambiati. Il paese più importante d’Europa è amministrato da undici anni da un signora, Angela Merkel, la banca più importante del pianeta, la Federal Reserve è nelle mani di una signora, Janet Yellen, in Inghilterra comanda Theresa May, il Fondo monetario internazionale è governato da Christine Lagarde, elegantissima dama francese. Questo è il mondo.

Al caffè penseranno i fattorini. O andranno al bar, i signori uomini.

(Dal "Quotidiano nazionale" del 26 ottobre 2016)