Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Fed, forse tassi ancora fermi

Rialzi a dicembre? Ma aumenti molto moderati e molto lenti.

di Intesasanpaolo |

Stati Uniti

  • L’esito della riunione del FOMC di settembre è incerto. Ad agosto, il Comitato aveva iniziato a preparare un rialzo in tempi brevi, ma i dati deboli delle indagini ISM di agosto hanno riportato dubbi sulla riaccelerazione della crescita attesa per il 2° semestre. In un contesto in cui non c’è forte urgenza per un rialzo, il FOMC probabilmente manterrà i tassi fermi. La valutazione dello scenario resterà positiva e il comunicato preparerà l’arrivo di un rialzo entro dicembre: potrebbe essere reintrodotta una valutazione di rischi “quasi bilanciati”, dopo quasi un anno di sospensione del giudizio. L’estensione delle proiezioni al 2019 probabilmente appiattirà ulteriormente il sentiero dei rialzi, modificando la data di arrivo alla neutralità (senza cambiare il livello). Il dibattito alla riunione sarà molto acceso e con i verbali emergerà un solido consenso a favore di un rialzo entro fine anno. È probabile che ci siano dissensi: George (e forse anche Mester) se i tassi resteranno fermi, Brainard se i tassi saranno alzati.

Giappone

  • La riunione della BoJ ha modificato la strategia di politica monetaria, adottando misure nuove con un framework nuovo, nelle intenzioni mirato a superare alcuni dei limiti che hanno frenato l’azione della politica monetaria nell’ultimo anno. La BoJ ha pubblicato la “valutazione complessiva della politica monetaria, sulla base della quale ha delineato un “nuovo framework per rafforzare lo stimolo monetario”. Questa nuova strategia è definita “Stimolo monetario quantitativo e qualitativo con controllo della curva dei rendimenti. Le novità sono due: 1) il “controllo della curva”, con cui la Banca centrale intende controllare direttamente i rendimenti a breve e a lungo termine; e 2) l’”impegno a un overshooting dell’inflazione”, con cui la BoJ si impegna a espandere la base monetaria fino a quando la variazione annua osservata del CPI non eccederà l’obiettivo del 2% e resterà al di sopra dell’obiettivo in modo stabile. Le misure adottate dalla BoJ riguardano queste nuove linee di intervento.
  • 1) Controllo della curva. Con un voto di 7-2, le indicazioni di politica monetaria specificano un tasso di policy di breve termine e un livello obiettivo per il tasso di lungo termine (una politica simile fu adottata dalla Fed negli anni ’50). Il tasso a breve rimane -0,1% come fissato da gennaio. Il tasso di lungo termine sarà determinato attraverso acquisti di JGB a 10 anni in modo da mantenere il rendimento sui livelli attuali (intorno a zero). Per quanto riguarda gli acquisti, verranno mantenuti “più o meno in linea con il ritmo attuale – a un ritmo di aumento dello stock di JGB in portafoglio di circa 80 tln di yen – mirato a raggiungere il livello obiettivo del tasso di lungo termine specificato dalla linea guida”. Si elimina l’annuncio esplicito sulla vita media degli acquisti.
  • Con un voto di 8-1, si introducono nuovi strumenti per facilitare il controllo della curva: i) acquisti di JGB a tassi determinati dalla BoJ; ii) operazioni di finanziamento a tasso fisso, con scadenza a 10 anni (dalla scadenza attuale di 1 anno).
  • 2) Linee guida per gli acquisti. Con un voto di 7-2, si decide di acquistare ETF e J-REIT con l’obiettivo di aumentare il loro stock in portafoglio a un ritmo di circa 6 tln e 90 mld di yen, rispettivamente (in linea con le decisioni di luglio); per la carta commerciale e i corporate bond si mantengono invariati i livelli attuali in portafoglio (2,2 e 3,2 tln di yen, rispettivamente).
  • 3) Impegno a un overshooting dell’inflazione. La Banca centrale continuerà a espandere la base monetaria fino a quando si osserverà e si manterrà stabilmente una variazione del CPI al netto degli alimentari freschi al di sopra del 2% a/a. Nel frattempo la variazione della base monetaria potrà fluttuare sulla base delle operazioni attuate per il controllo della curva di cui al punto 1). Con questa strategia, è probabile che il rapporto fra base monetaria e il PIL nominale sia superiore al 100% (circa 500tln di yen) più o meno nell’arco di 1 anno, dall’attuale 80% (in USA e nell’are euro tale rapporto è intorno al 20%).

Questo nuovo framework ha due obiettivi: fare scendere i tassi di interesse reale, controllando il tratto breve e quello lungo della curva, e aumentare le aspettative di inflazione, impegnandosi a un “overshooting” dell’obiettivo. L’impianto è ambizioso ed effettivamente tocca alcuni dei problemi che pesavano sulla strategia adottata finora, declinando in modo nuovo strumenti già in essere. I mercati giapponesi hanno risposto in modo positivo all’annuncio, mostrando fiducia nella volontà (e nella capacità) della BoJ di uscire dall’impasse dell’ultimo anno: lo yen si è portato sopra 102,5 dall’area 101,5 pre-riunione; il Nikkei è balzato a 16790, da 16500, mentre i rendimenti a 10 anni sono saliti a -0,01 da -0,06.

Ieri sui mercati

Violento ribasso dei rendimenti dei titoli di stato europei, in particolare sulle scadenze lunghe e ultra-lunghe, e più marcato sulla periferia che sui mercati core. Il movimento annulla quasi per intero il balzo dell’8-9 settembre. Sui mercati valutari, dollaro in modesta ripresa prima della riunione Fed, ed euro in modesto ribasso come cambio effettivo.

Area euro – In un’intervista a L’Opinion pubblicata ieri, Praet (membro del comitato esecutivo BCE) ha dichiarato che in Germania la crescita è “troppo dipendente dalla domanda estera” e che “la Germania ha lo spazio fiscale per sviluppare la domanda interna”.

Stati Uniti - I nuovi cantieri ad agosto calano a 1142 mila da 1212 mila di luglio; le licenze correggono a 1139 mila da 1144 mila di luglio. Nonostante il calo di agosto, il trend dei nuovi cantieri rimane verso l’alto, al di là della volatilità mensile, e non modifica la prospettiva di crescita degli investimenti residenziali nel secondo semestre.

Stati Uniti - L’indagine della Philadelphia Fed per il settore non manifatturiero a settembre conferma un quadro di moderata espansione, con l’indice di attività a 23,7 da 24,8 di agosto.