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Cairo, si cerchi un socio

Dioscrete pressioni da parte di Banca Intesa.

di Giuseppe Turani |

Qualche piccola novità da via Solferino. Cairo sta lavorando giorno e notte, senza tregua, per un paio di ragioni. La prima è che tutti i soldi che aveva li ha messi dentro la Rcs e quindi è un po’ come un marinaio che viaggi con la cambusa vuota. E sarà un viaggio  molto lungo.

La seconda ragione è che la Rcs, rispetto alle imprese editoriali gestite da lui in precedenza, è molto, ma molto più grande. Non si tratta di rivistine, ma di un quotidiano che ogni mattina deve essere in edicola in tutta Italia e che costa un occhio della testa. E non è  fatto con collaboratori pagati pochi centesimo a riga, ma da staff redazionali probabilmente fra i più costosi d’Italia, che però sono anche quelli che ”fanno la differenza” fra il Corriere e il resto della stampa.

Situazione, quindi, non semplicissima. Al punto che anche da parte del maggior sponsor di Cairo, e cioè Banca Intesa, cominciano arrivare segnali un po’ cifrati, ma di cui non è difficile capire il senso: cercati un socio, sia per la parte imprenditoriale che per quella finanziaria, soprattutto per quest’ultima.

E la questione non è di soluzione tanto facile. Di soci imprenditoriali, cioè per la gestione del business, è quasi inutile parlare. Cairo da sempre è uno che fa tutto da solo e a lavorare insieme a altri si troverebbe malissimo. Lui è della categoria “un uomo solo al comando”. E non credo che possa cambiare adesso.

Resta la questione del socio finanziario. E qui, contrariamente a quello che si crede, i candidati potrebbero essere tanti. Ma, ovviamente, vorrebbero qualche tipo di accesso alla cabina di comando e qui di nuovo c’è lo stop di Cairo. In questa avventura ho messo tutto quello che avevo proprio per essere libero di fare di testa mia. E quindi tutto è fermo.

Ma solo in parte. Banca Intesa infatti sta facendo due cose. Continua a mandare i suoi segnali soft a Cairo e intanto si guarda intorno per vedere se c’è in giro qualcuno disposto a tirare fuori un po’ di milioni senza poi infastidire troppo lo stesso Cairo.

Ma l’impresa non è  facile. Possibili soci per il “Corriere” si trovano sempre e quanti se ne vuole, ma tutti vogliono poi un po’ di accesso al giornale.

E’ sempre stato così e le cose non sono cambiate.