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Usa / Industria stagnante

Gli indicatori attesi per oggi relativi a produzione industriale e attività manifatturiera non lasciano intravedere miglioramenti.  

di INTESA SANPAOLO |



DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI:

Non si prevedono interventi di politica monetaria alla riunione odierna della Banca d’Inghilterra.


Area Euro

Area euro. La seconda lettura dovrebbe confermare che l’inflazione ha mantenuto ad agosto il ritmo di 0,2% come a luglio. I prezzi nel mese dovrebbero essere rimasti invariati dopo il calo di -0,6% m/m di luglio. Anche l’indice core è atteso sul livello della stima flash a 0,8%, ritmo invariato da maggio scorso.

 

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio dovrebbero essere invariate ad agosto, con un contributo negativo delle auto e una dinamica positiva delle altre componenti. Al netto delle auto le vendite sono attese in aumento di 0,4% m/m, con variazioni positive delle componenti discrezionali e della benzina. Dopo il forte aumento di luglio, un rallentamento della crescita della spesa delle famiglie è inevitabile.

L’indice della Philadelphia Fed a settembre dovrebbe calare a -0,8, da 2 di agosto, visti i dati deboli dell’ISM manifatturiero di agosto, sceso marginalmente sotto 50 per la prima volta da febbraio. L’indagine della Philadelphia Fed ad agosto era stata mista, con calo degli ordini (a -7,2) modesto incremento delle consegne (a 8,4) e ampia correzione degli occupati e della settimana lavorativa. Tuttavia ad agosto c’era stato un balzo verso l’alto dell’indice di attività a 6 mesi (a 45,8 da 33,7, sui massimi da inizio 2015), con segnali positivi per ordini, consegne, occupati e spesa per investimenti. Inoltre nelle domande speciali del mese le imprese segnalavano mediamente aumenti sostenuti dei salari pagati (+3%) e dell’inflazione attesa nel prossimo anno (2%) e nel prossimo decennio (2,5%). Le indicazioni di agosto quindi puntavano a quasi stagnazione del manifatturiero, con possibilità di miglioramento nell’autunno, in contrasto con il netto peggioramento dell’ISM. Per questo la nostra previsione per il Philly Fed a settembre è di un indice poco variato rispetto ad agosto.

L’indice Empire della NY Fed a settembre è previsto in aumento a 0,3 da -4,2 di agosto. L’indagine ad agosto era stata mista, con un indice di attività debole, ma indicazioni di miglioramento per tutte le voci, in particolare dagli ordini e dalle consegne. Le opinioni delle imprese per lo scenario a 6 mesi sono rimaste positive, con espansione attesa dell’attività, ed espansione di ordini, consegne e occupazione. L’indagine a settembre dovrebbe rimanere in linea con attività circa stagnante nel settore.

Il PPI ad agosto è previsto in aumento di +0,1% m/m sia per l’indice headline sia per quello core, dopo variazioni negative a luglio.

La produzione industriale ad agosto è prevista in calo di -0,2% m/m, dopo +0,7% m/m. L’employment report ha registrato un calo delle ore lavorate aggregate di -0,2% m/m, e correzioni marcate per il settore manifatturiero, per le utilities e per l’estrattivo. Pertanto tutte le variazioni di tutte le componenti dell’output dovrebbero essere negative nel mese di agosto.



IERI SUI MERCATI

Andamento debole dei listini azionari mondiali e nuovo calo delle quotazioni petrolifere (Brent Crude future $45,85). Calo dei rendimenti sulla curva UST, ma significativo soltanto sulle scadenze corte e medie. Allargamento dei differenziali BTP-Bund su tutte le scadenze, ma con la pressione più marcata sul tratto ultra-lungo (continuano le voci sul possibile lancio di un BTP cinquantennale). Sui mercati valutari si registra una modesta flessione del dollaro come cambio effettivo. Recupera terreno la sterlina, dopo il forte calo di martedì.

Area euro - La produzione industriale è calata a luglio di -1,1% m/m, un po’ peggio delle attese di consenso, ma il dato di giugno è stato rivisto al rialzo di tre decimi a +0,7% m/m.

Area euro - Lautenschlaeger (Comitato esecutivo), in passato più volte contraria alle misure non convenzionali di stimolo, ha dichiarato che "è necessario avere pazienza prima di fare una valutazione definitiva” sull'efficacia delle misure in essere e che non vede “alcuna ragione per modificare gli elementi portanti del programma di acquisti”. Knot (Banca d'Olanda) ha sollevato la questione sulla “efficienza marginale decrescente e probabili effetti collaterali crescenti” delle politiche non convenzionali.

Italia. La seconda stima dei prezzi al consumo di agosto ha confermato la lettura preliminare per l’indice nazionale (CPI in crescita di due decimi su base congiunturale e inflazione annua stabile a -0,1%) ma ha visto una revisione al ribasso sull’armonizzato (a -0,1% da zero, sia su base mensile che tendenziale). La rilettura è dovuta come spesso accade alle variazioni temporanee di prezzo nel settore abbigliamento e calzature (-5,6% da -4,9% m/m). In prospettiva, l’inflazione è destinata a rimanere in un intorno dello zero fino a ottobre, per poi salire moderatamente negli ultimi due mesi dell’anno (stimiamo a 0,6% a dicembre).