Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

La Bce non ha sprecato cartucce

Draghi ha preferito tenersi spazi di intervento nei prossimi mesi, se necessario. Deluso chi sperava in una mossa espansiva. 

di Marco Vailati* |

La Bce ha mantenuto invariata la sua politica monetaria, definendola molto accomodante e di supporto al recupero economico della zona, che risulta moderato ma stabile anche grazie a politiche fiscali un po' più espansive:

- Tasso rifinanziamento principale 0%

- Tasso sui depositi marginali -0,4%

- Tasso sui prestiti overnight +0,25%

- Acquisti per 80 miliardi di euro al mese fino a fine marzo 2017, o anche oltre se necessario, per uno stabile recupero dell'inflazione. La BCE ha previsto (forward guidance), infatti, che i tassi rimarranno sugli attuali livelli, o inferiori, per un periodo di tempo prolungato e anche ben oltre il termine del programma di acquisto asset e ha dato mandato a comitati di valutare opzioni di stimolo (alternative e/o incrementali per adeguarle al nuovo contesto di tassi più bassi rispetto a quando avviato il QE) ma senza averle discusse oggi (prolungamento definito, modifica limiti attuali, acquisto azioni, helicopter money ecc.).

Leggera revisione al ribasso, escluso 2016, per le stime macroeconomiche da parte dello staff della Bce:

• Gdp 2016-17-18 rispettivamente a 1,7% - 1,6% - 1,6%

• Inflazione 2016-17-18 rispettivamente a 0,2% - 1,2% - 1,6%

La domanda domestica rimane sostenuta grazie ai miglioramenti occupazionali, il basso prezzo dell'energia e le favorevoli condizioni finanziarie rese possibili dalla politica monetaria. Ciò genera aumento dei profitti societari che promuovono, lentamente, il recupero degli investimenti. Questa ripresa è però rallentata dalla debolezza della domanda estera.

Mario Draghi ha perciò ribadito la necessità di riforme strutturali e sostegno fiscale, pur nel rispetto delle regole dell'UE del Patto di Crescita e Stabilità, per ridurre la disoccupazione e aumentare la crescita potenziale per un'economia che è resistente all'incertezza economica e alla politica globale ma esposta a rischi al ribasso. Draghi ha anche ribadito che la Bce ha volontà e capacità di intervenire ulteriormente se necessario.

La Bce ha quindi mantenuto un approccio logico e disciplinato senza "sprecare" cartucce, sostanzialmente non necessarie oggi, e tenendosi spazi aperti per i prossimi meeting: la crescita sta tenendo ed è sopra il potenziale, gli aggregati di credito stanno migliorando, il cambio non si sta apprezzando esageratamente e quindi è meglio conservare gli spazi di intervento per fronteggiare possibili difficoltà che dovessero emergere in futuro per le incertezze politiche e/o per l'effettivo realizzarsi della Brexit.

Il mercato ha reagito negativamente, facendo calare i prezzi degli asset e apprezzando l'euro. Questo perché evidentemente aveva alimentato illogiche - o quantomeno esagerate - aspettative di immediati interventi espansivi e di rimodulazione delle regole autoimpostesi dalla Bce per il suo programma di acquisto asset. La reazione in apprezzamento dell’euro è esagerata e può costituire un’opportunità di diversificazione valutaria per chi non fosse già adeguatamente posizionato, perché la direzione della politica monetaria non è cambiata.

*Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda