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Frenata inattesa per l'industria tedesca

In Germania la produzione industriale è calata a luglio dell'1,5 per cento rispetto al mese precedente.  

di INTESA SANPAOLO |

DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI

 

Area Euro

 

Germania. La produzione industriale è calata dell’1,5% m/m a luglio, smentendo nettamente le attese di aumento. La sorpresa è soltanto in piccola parte compensata dalla revisione al rialzo del dato di giugno da 0,8 a 1,1%. Al netto dell’energia (+0,8% m/m), l’output crolla di -2,3% m/m, su scia di una pesante contrazione nei beni capitali (-3,6%m/m) e dei beni di consumo (-2,6% m/m). Fuori dal comparto manifatturiero, cresce invece a ritmi sostenuti la produzione nelle costruzioni (+1,8% m/m). Il dato è decisamente deludente e segna un’entrata assai debole nel trimestre estivo: la produzione manifatturiera è in rotta per un calo di -1,9% t/t. Le indagini di fiducia IFO e PMI hanno indicato un ulteriore rallentamento della produzione ad agosto. Assieme al calo della fiducia nei servizi, il dato prospetta un rallentamento del PIL tedesco rispetto allo 0,4% t/t del trimestre primaverile.

 

Stati Uniti

 

La Fed pubblica il Beige Book in preparazione della riunione del FOMC del 21 settembre. La valutazione complessiva del rapporto dovrebbe rimanere moderatamente positiva, con indicazioni di espansione dell’attività diffusa, come nei rapporti precedenti. Il manifatturiero dovrebbe rimanere generalmente debole, ma ci dovrebbero essere segnali di stabilizzazione dell’attività, mentre le costruzioni residenziali e i consumi dovrebbero essere in crescita. Le informazioni dal mercato del lavoro dovrebbero essere ancora coerenti con una continua riduzione delle risorse inutilizzate e una tendenza a moderato rialzo dei salari, soprattutto per la manodopera specializzata, mentre per l’inflazione non ci dovrebbero essere pressioni significative. Il rapporto sarà particolarmente importante dopo i dati deludenti delle indagini ISM nei settori manifatturiero e dei servizi, che hanno segnato ampie correzioni ad agosto.
Il Beige Book potrebbe aiutare a mettere in prospettiva le informazioni delle indagini di settore e segnalare se il rallentamento degli indici di agosto è l’inizio di un trend di maggiore debolezza. Questa volta il Beige Book sarà letto con particolare attenzione dai partecipanti al FOMC prima della riunione del 21 settembre.

 

 

IERI SUI MERCATI

 

Il tono della giornata è stato condizionato dal forte calo subito dall’indagine ISM per il settore non manifatturiero negli Stati Uniti, che ha ridimensionato più dei dati di venerdì le attese di un rialzo dei tassi ufficiali a settembre. Netto il movimento della curva dei tassi UST, calati da 4 a 7pb a seconda delle scadenze, mentre gli indici azionari statunitensi hanno chiuso ugualmente in rialzo. Dollaro in ritirata verso i livelli del 24-25 agosto, scambiato contro yen a 101,3 e contro euro a 1,1255; il cambio contro sterlina è ai minimi da luglio, penalizzato in questo caso anche dal flusso di dati macroeconomici inglesi. I tassi sono calati anche sui mercati europei, in questo caso con una tendenza un po’ più marcata alla riduzione delle pendenze.

 

Area euro

La seconda lettura conferma che il PIL è cresciuto di +0,3% t/t (1,6% a/a) nel secondo trimestre, in rallentamento da 0,5% t/t (1,6% a/a). Il dettaglio mostra un contributo in calo per la domanda interna e un contributo nettamente positivo del commercio estero compensato da uno negativo delle scorte. Per il secondo semestre, le indagini di fiducia sono coerenti con una crescita stabile a 0,3% t/t. Tuttavia, continuano ad esserci segnali di rallentamento.

 

Stati Uniti

L’ISM non manifatturiero ad agosto sorprende verso il basso, con un ampio calo, a 51,4 da 55,5 di luglio, toccando il minimo da febbraio 2010, con la variazione negativa più ampia da ottobre 2008. L’intero spaccato dell’indagine è deludente. I risultati dell’indagine ISM non manifatturiera sono più rilevanti, a nostro avviso, come potenziale freno a un rialzo dei fed funds a settembre rispetto ai dati dell’employment report, che sono stati ampiamente soddisfacenti per questa fase del ciclo.

 

Williams (San Francisco Fed) ha detto di non avere cambiato opinione sullo scenario economico, sempre positivo, e sul sentiero dei rialzi dei tassi, ribadendo che tutte le riunioni sono “vive” e settembre non fa eccezione.