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Due casalinghe, tre fidanzati

La giunta grillina di Roma si sfascia prima di diventare operativa. Grande caos finale?

di Giuseppe Turani |

Ormai i giochi sono fatti. Nessuno, a questo punto, è in grado di fornire a Roma una giunta decente e funzionante. Manca solo che la procura metta sotto inchiesta l’assessore alla monnezza, e poi saremo davanti al vuoto assoluto. Si dimette la giunta? La si rimpingua con quattro balordi, due casalinghe,  e tre fidanzati? E per fare cosa? L’uncinetto?

Forse il sindaco Raggi non fuggirà nelle campagne del viterbese (dove sembra sia già disperso Dibba con il suo scooter da dieci mila euro), ma certo da qualche parte dovrà pure andare a nascondersi. E con lei tutti i ridicoli componenti del Direttorio grande (nazionale) e Direttorio piccolo (solo Roma, le badanti del sindaco).

Infatti, se crolla Roma (come ormai sembra nei fatti), si determina una situazione molto complicata per quelli che già si sentivano padroni dell’Italia. Di Maio dovrà riportare in negozio il suo set di abiti scuri nuovi di zecca.

1- Pessima figura mondiale, Roma non è Pirlimpopoli di sotto. E loro si erano presentati dicendo che avrebbero insegnato a tutti come si amministra una metropoli. Va a finire che non saranno nemmeno in grado di provarci, se restano senza giunta e con l’amministrazione nel caos. E con la monnezza che sale sale sale…

2- Ma c’è di peggio. Se a Roma dovessero finire nel vuoto, sarebbe semplice fare due conti: non esiste alcuna città in Italia amministrata dai grillini che funzioni. Solo due: Parma (il cui sindaco, grillino, è però detestato dallo staff e dal comico) e Torino, dove comunque l’Appendino (altro sindaco grillino) qualche piccolo disastro l’ha già combinato (le alghe del Po) e altri ne promette (città vegana, ecc.).

Insomma, “siamo pronti per amministrare l’Italia” era ovviamente una specie di pernacchia gigante, ma qui sta venendo a galla il fatto che non riescono a amministrare nemmeno piccole o grandi città come Roma. Non sanno far niente, non hanno persone esperte e nemmeno la fede più pura può trasformare un’ex-cassiera di bar in un assessore.

Partirà da Roma il dissolvimento dei grillini? E’ probabile, anche se nella città eterna possono contare su un “fondo” terribile di sottoproletariato e di fascisti dichiarati ansiosi di provare nuovi padroni nella speranza di portare a casa qualcosa.

Ma i fatti, come qualcuno ha ricordato oggi, sono testardi. E qui i fatti sono rappresentati da cumuli di monnezza e da una giunta che si sfascia ancora prima di diventare operativa e per la quale non esistono ricambi.

Difficile a questo punto che l’autunno dello scontento grillino per i loro stessi disastri possa trasformarsi in una primavera di grande bellezza. Più probabile che a primavera non ci sia quasi più niente.

Nei lontani anni della contestazione giovanile, sui muri della statale di Milano c’era una grande scritta: “Iscriviti nella polizia, girerai le facoltà”. Oggi si potrebbe correggere: “Iscriviti nei grillini girerai nel caos”.