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L'inutile assist

Wsj e FT appoggiano il referendum di Renzi e della Boschi. Ma questo non farà cambiare opinione ai NO

di Giuseppe Turani |

Dopo il Financial Times anche il Wall Street Journal lancia un assist al presidente Matteo Renzi e ai sostenitori del Sì al referendum costituzionale. Insomma, dopo l’aiuto inglese, arriva quello americano. La tesi di fondo è la stessa: un’eventuale vittoria del No in Italia avrebbe per l’Europa effetti più devastanti della Brexit. E questo perché la vittoria del No al referendum creerebbe un clima di instabilità molto grave in quella che rimane la terza economia dell’Unione europea. Gli effetti negativi sull’euro sarebbero inevitabili e tutta l’area potrebbe entrare in fibrillazione con conseguenze non facilmente prevedibili oggi, ma certamente negative.

Inoltre, proprio di recente l’economia italiana ha visto fermarsi la sua crescita e quindi ha già seri problemi. Una vittoria del No potrebbe portare alle dimissioni del governo e in caso di elezioni si avrebbe un governo difficilmente determinato a proseguire con le riforme.

La lettura di questi interventi dei due maggiori giornali finanziari può essere duplice. Da un lato si riconferma che la grande finanza, e le cancellerie dei maggiori paesi, non amano queste scosse tipo Brexit perché creano un disordine difficilmente gestibile. Inoltre, nel caso italiano si tratta di un paese che a fatica sta uscendo da una crisi economica che sembrava insuperabile e che una vittoria del No potrebbe riportare indietro.

In parole ancora più semplici. Secondo questi giornali stranieri, un’eventuale vittoria del No potrebbe gettare l’Italia in una sorta di caos politico che finirebbe per bloccare ogni ipotesi di ripresa e di riforme.

Ma un’Europa serena non è immaginabile, soprattutto dopo la Brexit, con un’Italia in preda alle convulsioni politiche e con un’economia abbandonata a se stessa.

I due assist sono molto autorevoli e sono basati su ragionamenti molto sensati. Ma si può scommettere che non sposteranno di un millimetro la posizione dei sostenitori del No perché vogliono esattamente quello che Wall Street Journal e Financial Times temono: cioè una crisi di governo con la conseguente cacciata di Renzi.

Non a caso il fronte del no va da Casa Pound a Berlusconi, passando attraverso parte dello stesso Pd e formazioni minori di sinistra. Tutti interessati prima di tutto a liberarsi di Renzi. Poi si vedrà.

(Dal "Quotidiano Nazionale" del 17 agosto 2016)