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Il bazooka di Bank of England

Il post Brexit fa più paura del previsto. La BoE taglia i tassi di un quarto di punto e vara misure anti-recessione.

di Daniela Braidi |

Le attese del mercato sono state rispettate. La Bank of England ha tagliato il costo del denaro di un quarto di punto portando i tassi di riferimento ai minimi storici di 0,25 per cento. Si tratta del primo taglio dei tassi negli ultimi sette anni (il precedente risale al marzo 2009) e la misura fa parte di un pacchetto di stimoli volti a sostenere l’economia della Gran Bretagna, avviata verso una fase di debolezza a seguito del referendum del 23 giugno scorso che ha dato il via all’uscita del paese dall’Unione europea.

A dire il vero la banca d'Inghilterra è stata anche più interventista del previsto. Ha infatti dichiarato di essere pronta ad ulteriori tagli nei prossimi mesi in caso di necessità e ha aumentato l’attuale programma di Quantitative easing di 60 miliardi di sterline portandolo a un totale di 435 miliardi di sterline. Ha inoltre annunciato che sarà stanziato un pacchetto di 10 miliardi di sterline per l’acquisto di corporate bond di alta qualità al fine di dare "un contributo concreto all’economia" e un pacchetto fino a 100 miliardi di sterline a garanzia del credito bancario in seguito al taglio dei tassi.

Un insieme di misure ben articolato e più sostanzioso di quanto si aspettassero gli analisti. Probabilmente la Bank of England ha voluto lanciare un segnale molto chiaro al mercato - come aveva d’altronde già fatto all’indomani della consultazione popolare sulla Brexit intervenendo sul mercato a sostegno della sterlina - nel tentativo di ridare fiducia a consumatori e imprese.  

I dati economici di luglio hanno d’altronde diffuso il  timore che l’economia britannica possa scivolare in una recessione tecnica (due trimestri consecutivi di Pil in territorio negativo), con la fiducia dei consumatori scesa ai minimi degli ultimi 11 anni e gli indici PMI del settore manifatturiero e servizi scesi a sorpresa il mese scorso ben sotto quota 50, un valore spartiacque tra un’economia in espansione e in contrazione.  

Una situazione che il governatore della BoE, Mark Carney, prevede di poter evitare dal momento che la BoE ha lasciato invariate al 2 per cento le stime di crescita per quest'anno. Ha invece rivisto al ribasso l'outlook per il 2017 dal 2,3 allo 0,8 per cento e per il 2018 dal 2,3 all'1,8 per cento indicando per il trimestre in corso (luglio-settembre) una crescita economica di appena lo 0,1 per cento.