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Il dilemma di Bank of England

Gran Bretagna a rischio recessione. Oggi la ripsota della BoE: tagliare subito i tassi o prendere tempo? 

di INTESA SANPAOLO |

DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI

 

La BCE pubblica il suo bollettino economico.

La Bank of England tiene la riunione periodica di politica monetaria. Le indagini di fiducia di luglio hanno iniziato a mostrare un impatto negativo dell’esito referendario sul clima di fiducia di famiglie e imprese, potenzialmente coerente con una blanda contrazione del PIL nel 3° trimestre. Sebbene non siano ancora disponibili dati reali, le condizioni finanziarie non siano più restrittive rispetto a giugno e l’indicazione delle indagini di fiducia non sia particolarmente affidabile in contesti come questi, è possibile che ciò basti a giustificare un taglio dei tassi ufficiali a 0,25%. Non manca chi ritiene controproducente un taglio dei tassi, e lo stesso Carney in passato è apparso scettico riguardo ai benefici dei tassi zero o negativi. La BoE annuncerà anche una revisione al rialzo delle stime di inflazione e al ribasso di quelle di crescita (quest’ultima in parte mitigata dall’aggiustamento subito dalla sterlina). Considerata la scarsa evidenza statistica disponibile, la BoE potrebbe tenere di riserva le altre possibili misure, in particolare il possibile rilancio del programma di acquisti di titoli di stato – a meno che non prevalga l’idea di incidere sul clima di fiducia con un annuncio al di là delle aspettative. Non c’è alcuna evidenza di una restrizione del credito dovuta a problemi di raccolta, sicché misure di liquidità, come un nuovo funding-for-lending scheme, avrebbero poco senso.

Dati statunitensi: le richieste settimanali di sussidio, previste stabili intorno a 265mila, e gli ordinativi industriali di giugno, che mostreranno un altro forte calo (-1,8% m/m) dopo quello di maggio.

 

IERI SUI MERCATI

Area euro – Il PMI dei servizi è salito a sorpresa da 52,8 a 52,9, sostenuto da una crescita più diffusa del nuovo lavoro (52,8, +0,3) e dell’occupazione (53,7). Il PMI composito è salito marginalmente da 53,1 a 53,2.

Italia: l’indice dei servizi è rimasto pressoché stabile a 52,0 (giugno: 51,9). Il risultato, migliore del previsto, riflette il rafforzamento della crescita occupazionale (53,5) e del flusso di nuovo lavoro (52,3). L’indice composito di produzione (che unisce servizi e manifatturiero), è arretrato da 52,6 a 52,2, valore coerente con una crescita invariata rispetto al secondo trimestre.

Spagna: l’indice dei servizi è calato da 56,0 a 54,1, un livello più basso di 1,4 punti rispetto al secondo trimestre ma comunque coerente con una crescita sostenuta del comparto. Il flusso di nuovo lavoro rimane in robusta crescita (55,2, sopra la media del secondo trimestre), così come l’andamento dell’occupazione. L’indice composito di produzione è calato di due punti, da 55,7 a 53,7, a motivo della frenata subita dal settore manifatturiero.

Eurozona – Le vendite al dettaglio sono rimaste stabili in giugno dopo una variazione robusta in maggio (+0,4% m/m). Il rallentamento è dovuto agli acquisti di carburante (-1,3% m/m). La variazione tendenziale è pari a 1,6% a/a.

Stati Uniti – Il PMI dei servizi è risalito da 50,9 a 51,8 in luglio. L’indice ISM di attività non manifatturiera è calato da 59,5 a 59,3, restando perciò su livelli molto elevati. Le indagini congiunturali sono coerenti con una crescita del PIL ben superiore a quella riscontrata nel secondo trimestre.

Stati Uniti – La stima ADP dei nuovi lavoratori nel settore privato è pressoché stabile in luglio a 179000 unità. In maggio e giugno la stima ADP, che sta fornendo da alcuni mesi un’indicazione di crescita stabile e superiore a 150mila unità degli occupati, era stata molto lontana dal dato ufficiale BLS, ma con errori che si erano sostanzialmente compensati fra i due mesi.

Stati Uniti – Evans (Chicago Fed, non votante quest’anno) ha dichiarato che un rialzo dei tassi potrebbe essere appropriato quest’anno, ma che preferirebbe non vederne nessuno fino a quando l’inflazione non salirà più vigorosamente.