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Passi indietro per l'industria

Sono emersi segnali di debolezza dal settore manifatturiero, sia in Europa sia negli Stati Uniti. 

di INTESA SANPAOLO |



DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI

Giappone – Dovrebbe essere approvato oggi un piano di stimolo fiscale che includerebbe 7.500 miliardi di spesa statale e regionale (1,5% del PIL) e 6.000 miliardi di investimenti (finanziati da un fondo extra-bilancio).

Stati Uniti - La spesa personale a giugno dovrebbe essere in aumento di 0,4% m/m, alla luce dei dati positivi delle vendite al dettaglio; i servizi dovrebbero essere sostenuti dall’espansione delle utility. Il reddito personale dovrebbe essere in crescita di 0,3% m/m, grazie all’ampio aumento di occupati e a salari in rialzo di 0,2% m/m. Il tasso di risparmio dovrebbe calare a 5,2%, mantenendosi sui livelli relativamente elevati degli ultimi 6 mesi. Il deflatore dei consumi è previsto in aumento di 0,2% m/m (0,9% a/a). Il deflatore core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m (1,6% a/a), dopo 2 mesi consecutivi di incrementi di 0,2% m/m. La variazione di giugno dovrebbe essere vicina a 0,14% m/m, e mantenere quindi la traiettoria dell’inflazione core coerente con l’avvicinamento all’obiettivo del 2%.

Stati Uniti - Le vendite di autoveicoli a luglio sono previste in aumento a 16,9 mln di unità ann., dopo il forte calo registrato a giugno (a 16,6 mln). Le vendite di auto dovrebbero stabilizzarsi su livelli vicini a 17 mln di unità ann. nel resto dell’anno segnalando un appiattimento del trend, dopo anni di crescita molto forte. I beni durevoli dovrebbero quindi contribuire in misura marginale alla dinamica dei consumi: il ruolo di traino della spesa personale dovrebbe passare ai beni non durevoli e ai servizi.

 

IERI SUI MERCATI

Il PMI manifatturiero globale è salito da 50,4 a 51,0. Sia i paesi avanzati, sia quelli emergenti hanno registrato un miglioramento rispetto a giugno. L’indice segnala una possibile marginale accelerazione della crescita mondiale nel terzo trimestre, dopo il minimo registrato nel secondo.

Area euro – Il PMI manifatturiero è calato da 52,8 a 52,0 in luglio, un po’ meno di quanto anticipato dalla stima flash (51,9); il dato è esattamente in linea con la media del secondo trimestre ed è coerente con una velocità di crescita stabile. L’indagine italiana evidenzia un netto rallentamento dell’attività manifatturiera rispetto al secondo trimestre.

Regno Unito – La stima finale evidenzia un netto peggioramento dell’attività industriale in luglio anche nel periodo intercorso fra la stima preliminare e quella definitiva del PMI manifatturiero. Il dato finale è di 48,2, contro un preliminare di 49,1 e un precedente di 52,4. La caduta interessa soprattutto la componente domestica degli ordini e la produzione (47,8). Le imprese segnalano un netto aumento delle pressioni dal lato dei costi non salariali (indice dei prezzi pagati: 61,6, massimo dal 2011), riflesso della forte svalutazione subita dalla sterlina prima e dopo il referendum.

Stati Uniti - L’ISM manifatturiero è sceso da 53,2 a 52,6, un livello coerente con una crescita del PIL del 2% circa. La flessione dell’indice dei nuovi ordini è marginale (-0,1 a 56,9), mentre l’indice di produzione è addirittura salito dal livello di un mese fa. L’aspetto più negativo dell’indagine è il calo dell’indice occupazionale sotto quota 50, che indica una flessione nel numero di occupati nel comparto manifatturiero nel mese di luglio.

Stati Uniti – La spesa in costruzioni è calata di -0,6% m/m in giugno dopo il -0,1% m/m di maggio (rivisto ampiamente al rialzo da -0,8%), e attualmente risulta in crescita soltanto di +0,3% su base annua. La contrazione interessa l’intero comparto non-residenziale, con l’eccezione degli uffici, ed è particolarmente intensa nel manifatturiero e nel settore pubblico.

Italia – Il fabbisogno cumulato del settore statale si è ridotto a luglio a 22,9 miliardi, un miliardo meglio del 2015. Il confronto è favorito anche da fattori transitori (nel 2015 erano stati effettuati rimborsi di debiti commerciali), ma comunque è coerente con il conseguimento degli obiettivi di bilancio per il 2016.

La Reserve Bank of Australia ha tagliato i tassi di 25pb a 1,5%.