Uomini&Business - Direttore Giuseppe Turani

Pubblicità

Tempo di helicopter money

Perché l'economia non riparte: popolazione invecchiata e troppe diseguaglianze.

di Giuseppe Turani |

C’è chi sostiene che a fine agosto i governatori delle banche centrali mondiali, riuniti a Jackson Hole nel Wyoming, potrebbero decidere di lanciare una specie di helicopter money, cioè di dare un po’ di soldi ai cittadini perché spendano, facciano ripartire l’economia e si divertano.

E l’idea potrebbe anche essere questa (il Giappone già lo sta facendo, non sapendo più dove sbattere la testa). Ma è assai probabile che invece, per il momento, non venga presa alcuna decisione. La Fed, che è la più più importante delle banche centrali, arriva infatti a Jackson Hole con un handicap: solo due mesi dopo si saprà chi sarà il nuovo inquilino della Casa Bianca.

Nell’attesa ci si interroga su quale tipo di crisi si stia attraversando, visto che ormai ci siamo dentro da otto anni. I pareri non sono unanimi.

Secondo la Fed tutto, grosso modo, è come prima, solo che la ripresa procede più lentamente e anche la crescita dell’occupazione. Questo spiega perché abbiamo ancora troppa poca inflazione. Ma le cose cambieranno e torneranno vicino alla normalità. Si tratta solo di avere molta pazienza.

Ma ci sono anche i sostenitori della stagnazione secolare. Le cause sarebbero due. L’invecchiamento della popolazione (che la spinge a spendere meno) e la crescita delle diseguaglianze (che ha grosso modo lo stesso effetto). La cura è quasi obbligata, in questo caso, meno tasse e più spesa pubblica.

Infine c’è un’altra idea curiosa. Questa crisi è così lunga perché nel mondo c’è troppa roba: troppe fabbriche, troppe banche, troppo di tutto. Anche troppi debiti. E quindi si sono intasate le tubazioni. E un po’ di crisi  e un po’ di chiusure è la cura adatta.

Il Giappone, come si diceva, visto che è quello che sta più a lungo nei guai (da almeno due decenni) è abbastanza disperato: e quindi oltre a stampare tonnellate di moneta, varerà anche sconti fiscali. Non siamo all’helicopter money, ma quasi. Giusto per vedere se la gente si decide a spendere qualcosa e a far ripartire l’economia.

Se le analisi sono queste, però, allora l’Europa sta davvero sbagliando tutto. Servono meno tasse (soprattutto in Italia) e più spesa pubblica per dare un’accelerata all’economia. Ma forse è corretta una politica attenta di accoglienza, proprio per diluire l’invecchiamento della popolazione. La Merkel, insomma, sbaglia con l’austerità, ma ha ragione sugli immigrati.

La conclusione alla quale si arriva è esattamente il contrario di quanto seguito fino a oggi in Europa: non bisogna aver paura di fare altri debiti e di varare ambiziosi piani di spesa pubblica. Soprattutto, vanno diminuite le tasse, comunque e dovunque.