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Tassi Usa più alti entro l'anno

Meno rischi sull'economia americana. La Fed si prepara a aumentare il costo del denaro. Forse già a settembre. 

di INTESA SANPAOLO |

DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI

 

Area Euro

Germania. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere rimasto invariato a giugno a 6,1% come il mese precedente. Sarà interessante verificare cosa ha fatto la dinamica dell’occupazione a maggio. Ulteriori cali della disoccupazione ci sembrano difficili nel breve, a meno di un aumento della partecipazione.

Germania. I dati dai Laender dovrebbero indicare un aumento dei prezzi al consumo di 0,2% m/m a luglio sulla misura nazionale e di 0,3% m/m su quella armonizzata. Il contributo dall’energia dovrebbe essere circa nullo questo mese mentre i prezzi interni dovrebbero essere cresciuti di 0,2% m/m. L’inflazione è attesa stabile sulla misura nazionale a 0,3% a/a ma in aumento di un decimo a 0,3% a/a su quella armonizzata.

Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è visto in calo a 103,5 da 104,4. L’indice rimarrebbe comunque al di sopra della soglia di 100. La fiducia potrebbe scivolare in quasi tutti i settori, ma il calo dovrebbe riguardare per ora la componente attese più che gli indici di attività corrente.

Stati Uniti

La stima preliminare del deficit commerciale dei beni di giugno attesa a -61 mld, dovrebbe essere in linea con il saldo di maggio (-61,1 mld). I dati dovrebbero mostrare un rimbalzo delle esportazioni, sia in termini di volumi sia in termini di prezzi, dopo la correzione di maggio. Le importazioni dovrebbero crescere a un ritmo più contenuto rispetto a quello dell’export, in rialzo sia in termini reali sia in termini nominali. L’inizio del trimestre punta a una riduzione del contributo del canale estero alla crescita in estate.

 

Focus – Il FOMC apre qualche spiraglio per il prossimo rialzo dei tassi, ma i tempi restano incerti

La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, con tassi fermi e un giudizio più ottimistico del quadro economico. Il voto non è stato unanime: E.George avrebbe voluto alzare i tassi di 25 pb a questa riunione. Il Comitato lascia aperte le porte per valutare l'opportunità di un rialzo dei tassi nei prossimi mesi.

Nella valutazione congiunturale, il comunicato rileva che il "mercato del lavoro si è rafforzato" e che l'attività economica ha continuato a espandersi a un "ritmo moderato". In particolare, sul fronte del mercato del lavoro, si osserva che la dinamica occupazionale e altri indicatori "puntano a un po' di aumento dell'utilizzo del lavoro nei mesi recenti". Per quanto riguarda la crescita, il comunicato afferma che i consumi sono solidi ma gli investimenti sono deboli, mentre l'inflazione rimane sotto il 2%, in parte per il calo dei prezzi di energia e importazioni ex-energia del passato.

Per quanto riguarda i rischi, il comunicato ancora una volta si astiene dal dare una valutazione esplicita. Tuttavia si rileva che "i rischi di breve termine allo scenario economico sono diminuiti. Il Comitato continua a seguire da vicino gli indicatori di inflazione e gli sviluppi economici e finanziari globali". Pertanto il Comitato segnala esplicitamente che gli ostacoli di breve termine a un rialzo dei tassi si stanno riducendo e che potrebbero essere di nuovo soddisfatte le condizioni per un rialzo.

Sul fronte della strategia di politica monetaria, il comunicato di luglio è identico a quello di giugno: i tassi restano fermi, con la politica monetaria sempre accomodante. Le decisioni relative ai tempi e alle dimensioni dei futuri aggiustamenti dell'intervallo obiettivo del tasso dei fed funds, dipenderanno dalla valutazione delle "condizioni economiche realizzate e attese", in base a diversi indicatori del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, in particolare monitorando attentamente il progresso dell'inflazione verso l'obiettivo del 2%. Il Comitato continua a ritenere che "le condizioni economiche si evolveranno in modo da giustificare solo aumenti graduali del tasso dei fed funds", mentre i tassi effettivi dovrebbero restare "per un certo tempo" al di sotto di quelli di lungo termine.

Il FOMC segnala quindi che, con la riduzione dei rischi di breve termine (che avevano fermato il processo di normalizzazione dei tassi), un rialzo è possibile in tempi relativamente ravvicinati. Tuttavia, ancora una volta il Comitato non dà unaguidance esplicita, e mantiene aperte tutte le opzioni e condiziona, come di consueto, le prossime decisioni all'evoluzione dei dati e al monitoraggio dei rischi globali. Un rialzo torna sul tavolo, ma non si danno indicazioni sui tempi: mancano 6 settimane alla prossima riunione e sarebbe prematuro impegnarsi ora. Saranno i dati a guidare il sentiero dei tassi: per ora si è accumulata una serie piuttosto solida di informazioni positive, con sorprese verso l'alto. Se i dati manterranno il tenore dell'ultimo mese, il Comitato potrebbe muovere i tassi a settembre, ma sarà necessario un lavoro verbale di preparazione, dato che il mercato resta scettico riguardo alle prospettive di una mossa nel 2016. Per valutare le probabilità di una mossa alla riunione di settembre sarà importante leggere i verbali (tra 3 settimane) e ascoltare l'intervento di Yellen a Jackson Hole a fine agosto.

 

IERI SUI MERCATI

I principali listini europei hanno registrato rialzi nella seduta di ieri, anche se riducono i guadagni rispetto ai massimi di giornata, sull’attesa di nuovi sostegni da parte delle Banche Centrali e indicazioni ancora positive sul fronte delle trimestrali. In Europa, i listini periferici mostrano i rialzi maggiori, accompagnati dal Cac, che torna a testare il massimo dello scorso 23 giugno (giorno del referendum britannico). L’indice FTSEMIB si avvicina alla soglia dei 17.000 punti.

Seduta positiva per i titoli di stato italiani scambiati sul secondario, in linea con il resto del mercato europeo. Il BTP a due anni scambia in area -0,06% mentre il decennale si muove intorno all’1,21%. Pochi spunti anche sui titoli di Spagna a Portogallo, nella giornata in cui i due Paesi incassano dall’Unione Europea più margine (due anni per Madrid e uno per Lisbona) per riportare il deficit in linea con i target concordati. Sul primario, ieri il Tesoro ha collocato 6,25 miliardi di BOT semestrali con un rendimento in calo a -0,185% da -0,150%, a fronte di una domanda leggermente inferiore ma in linea con il periodo dell’anno. Oggi il Tesoro offre fra 7 e 8,5 miliardi tra Btp Ccteu (quinquennale benchmark, nuovo decennale dicembre 2026 e Ccteu luglio 2023).

Il dollaro si è indebolito dopo il FOMC (scambia ora contro euro in area 1,1086). La flessione contro yen è limitata dalle attese di stimolo monetario e fiscale in Giappone. Debole la sterlina sia su euro sia su dollaro.

Sul fronte materie prime permane debolezza, ad eccezione dei metalli preziosi che beneficiano dell'avversione al rischio sui mercati. Il petrolio scivola ai minimi da tre mesi (41,9 e 43,5 dollari al barile rispettivamente i future su WTI e Brent) dopo che dagli Stati Uniti sono arrivati dati sulle scorte settimanali peggiori delle attese (scorte DOE a +1,6 milioni di barili rispetto ad attese di -2,0 milioni di barili) che hanno continuato ad alimentari i timori di un eccesso di offerta sul mercato.


Area euro

Spagna. Le vendite al dettaglio sono avanzate di 1,7% m/m dopo -0,9% m/m più che compensando il calo del mese precedente. L’aumento è diffuso abbastanza omogeneamente tra le varie categorie merceologiche, con i beni per la persona in particolare aumento.  La variazione annua sale al 5,6% a/a a giugno da 2,3% a/a. Nel secondo trimestre i consumi sono rallentati all’1,4% t/t da 4,0% t/t del primo, dando un contributo minore alla formazione del PIL, che nel secondo trimestre dovrebbe essere avanzato di 0,5% t/t da 0,8% t/t.

Area euroM3 ha accelerato del 5,0% a/a da 4,9% a/a in linea con le attese di consenso. I prestiti alle imprese sono migliorati del 9,0% a/a da 7,9% a/a di maggio, mentre il tasso di variazione dei prestiti ai privati ha rallentato a 1,9% a/a da 2,1% a/a.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a giugno calano oltre le attese secondo la stima preliminare: la variazione mensile passa a -4,0% m/m da -2,8% m/m (dato rivisto al ribasso da -2,3% m/m): il calo è imputabile al crollo della componente aerospaziale (-60% m/m). Al netto dei trasporti la contrazione è più contenuta, di -0,5% m/m da -0,4% m/m (dato rivisto al ribasso di un decimo). Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e trasporti sono in modesto rialzo di 0,2% m/m da -0,5% m/m (dato rivisto al ribasso di un decimo) dopo due mesi di calo.


Giappone

Secondo notizie di stampa giapponese, il pacchetto di stimolo fiscale (atteso intorno a 28 tln di yen, circa 4,5% del PIL) dovrebbe includere"misure fiscali" per circa 13 tln di yen (2,2% del PIL), di cui misure di spesa per circa 7 tln di yen. Il resto del pacchetto dovrebbe riguardare garanzie per il finanziamento di progetti di spesa da parte di società del settore pubblico. Il pacchetto dovrebbe essere annunciato nei prossimi giorni, ma l'attuazione delle misure di spesa non avverrà prima dell'autunno. Nonostante l'entità delle misure indicate dalle indiscrezioni di stampa (28 tln di yen), la valutazione degli effetti del pacchetto dipenderà in modo centrale dalla dimensione e dalla composizione delle "misure fiscali", oltre che dai tempi della loro entrata in vigore. Le previsioni per la (modesta) crescita nel 2017 già includevano espansione fiscale pari a circa 1,5% del PIL. Sulla base delle informazioni emerse recentemente la previsione di crescita potrebbe essere portata da 0,3-0,4% a 0,5-0,6%, ipotizzando che una parte consistente delle misure abbia effetto da metà 2017 in poi. In ogni caso sarà importante vedere se la BoJ riuscirà ad aumentare lo stimolo monetario alla riunione di domani e a indebolire lo yen.