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In attesa della Fed

Economia Usa in ripresa ma nessuna fretta di rialzare i tassi. Stasera i verbali del FOMC.

di INTESA SANPAOLO |

DA SEGUIRE OGGI SUI MERCATI

Area Euro

Germania. L’indice di fiducia dei consumatori per agosto è rimasto circa stabile a 10,0 da 10,1 precedente, in linea con le stime di consenso. Il morale per ora non sembra essere stato intaccato dal referendum inglese sul Brexit.

Francia. La fiducia dei consumatori a luglio corregge marginalmente a 96 da 97, sulla scia dei timori in seguito al referendum sulla Brexit. Il morale delle famiglie è andato comunque migliorando dal primo al secondo trimestre, ma rimane ancora al di sotto della media di lungo periodo (100). L’attentato di Nizza non ha apparentemente impattato sull’indagine di luglio; ci aspettiamo pertanto un’ulteriore correzione del morale delle famiglie nei prossimi mesi.

Italia. La fiducia dei consumatori potrebbe calare ancora a luglio, stimiamo a 109,5 da 110,2 di giugno. Sarebbe la quarta flessione consecutiva, e un minimo da circa un anno. Il dettaglio dell’indagine di giugno era uniformemente negativo; inoltre, potrebbe aver pesato l’impatto sull’opinione pubblica dei risultati del referendum britannico (non incorporati nella survey del mese scorso). Il quadro dovrebbe risultare più sfumato dal lato delle imprese: la fiducia potrebbe correggere nel manifatturiero (stimiamo a 102) e nelle costruzioni, mentre non è da escludere un rimbalzo nei servizi e nel commercio. Ne risulterebbe un Indicatore Composito in lieve ripresa, a 101,5 da 101,2 di giugno.

Area euro. La dinamica di M3 dovrebbe accelerare a 5,1% a/a da 4,9% a/a, grazie ad una crescita più sostenuta dell’aggregato M3-M2. Il tasso di crescita dei prestiti alle imprese non finanziarie potrebbe aumentare ancora a 1,5% a/a da 1,4% a/a, in linea con le indicazioni di crescita più sostenuta degli aggregati creditizi.

 

Stati Uniti

La stima preliminare degli ordini di beni durevoli di giugno è attesa in calo di -2% m/m, dopo -2,3% m/m di maggio. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero essere in rialzo di +0,5% m/m, spinti da un rimbalzo della componente difesa (che ha subito due pesanti correzioni consecutive nei mesi precedenti). Gli ordini di beni capitali al netto di difesa e trasporti dovrebbero essere in moderato rialzo, dopo due mesi di contrazioni. 

La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con tassi invariati e una valutazione in miglioramento della ripresa. Il comunicato dovrebbe mantenere un atteggiamento di cautela, pur ripetendo che il Comitato si aspetta ulteriori graduali rialzi dei tassi. Se le condizioni economiche e finanziarie globali resteranno stabili nei prossimi mesi, l’evoluzione dei dati americani dovrebbe convalidare le stime del FOMC che prevedono il proseguimento di un sentiero dei tassi in rialzo molto graduale. Prevediamo un modesto rialzo dell’inflazione, espansione intorno a 150 mila nuovi occupati al mese e crescita moderata sostenuta da consumi, costruzioni residenziali e da una stabilizzazione dell’attività nel manifatturiero. In questo quadro, in assenza di shock esogeni significativi e di ampi movimenti sul dollaro, riteniamo che il FOMC possa considerare un rialzo a settembre. Un messaggio in questo senso potrebbe essere trasmesso in modo velato nel comunicato, ma in modo più chiaro nei verbali e possibilmente in occasione dell’intervento di Yellen a Jackson Hole. Per quanto riguarda il sentiero dei tassi nel medio termine, tuttavia, l’incertezza sulla stima del tasso neutrale reale indurrà il Comitato a muoversi con estrema cautela, e a preferire il rischio di agire troppo tardi piuttosto che troppo presto.

 

IERI SUI MERCATI

Seduta positiva per i listini europei, che hanno recuperato in chiusura dai minimi di giornata. Dopo una mattinata trascorsa in gran parte in territorio negativo, il FTSEMIB recupera grazie alle ricoperture sui bancari, anche se permane di fondo la cautela per l’avvicinarsi degli esiti degli stress test del fine settimana. Gli altri listini europei e americani hanno chiuso in lieve rialzo (DAX +0,49%, CAC 40 +0,15%, FTSE 100 +0,21%), circa piatta la borsa americana (S&P 500 +0,03%).

Seduta priva di spunti per i titoli di stato italiani sul secondario, con la marginale prevalenza di vendite, ad eccezione del tratto extra-lungo che vede il tasso sul trentennale in leggero ribasso. Il BTP a due anni scambia in area -0,06% mentre il decennale si muove intorno all’1,25%. Lo spread registra un modesto allargamento e si riporta poco sotto i 130pb, in una giornata condizionata da un incremento dell’avversione al rischio. Ieri il Tesoro ha annunciato che venerdì sarà messo a disposizione degli investitori un totale tra 7 e 8,5 miliardi in titoli a medio-lungo termine, mentre oggi è invece la volta del BOT a sei mesi, offerto per 6,25 miliardi sui 6,5 miliardi in scadenza.

Sui mercati valutari, cambio euro/dollaro a 1,099 in attesa del FOMC, con gli operatori che attendono maggiori delucidazioni dalla Yellen sul futuro ciclo di rialzo dei tassi. Lo yen è stato affossato, toccando 106,5 contro dollaro (e il Nikkei sostenuto: +1,7%), dalle indiscrezioni di stampa secondo cui il pacchetto di stimolo fiscale approntato dal governo sarebbe pari in totale a 28 trilioni di yen (Abe ha dichiarato oggi che il piano sarà presentato ufficialmente la settimana prossima).

Materie prime globalmente deboli con i prezzi dei prodotti petroliferi in ribasso. A pesare sulle quotazioni è l'eccesso di offerta, insieme ai segnali di ripresa dell'attività di estrazione negli USA. Il future sul brent quota a 44,6 dollari al barile.

 

Area euro

Belgio. L’indice di fiducia elaborato dalla Banca del Belgio sale inaspettatamente a luglio a 1,0 da 0,7, contro attese di consenso che prevedevano un calo (a -1,0) e segna un nuovo massimo da aprile 2011. I dettagli evidenziano che il miglioramento è spiegato interamente dal contributo delle costruzioni, il cui indice è passato a 0,7 da -3,0, mentre il comparto manifatturiero ha segnato un calo a -1,7 da -1,2 dopo il deciso recupero visto a giugno a causa del crollo degli ordini domestici, mentre quelli esteri sono migliorati. Anche nel commercio al dettaglio il morale peggiora, calando a -6,4 da -5,0. L’indagine di luglio sembra indicare che per ora l’impatto del referendum inglese non è stato avvertito, con l’indice sempre ben al di sopra della media di lungo periodo (-7,7).


Stati Uniti

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a luglio è rimasta pressoché stabile, calando solo di un decimo a 97,3 da 97,4 (dato rivisto al ribasso da 98,0) leggermente meglio delle attese di consenso che avevano previsto una correzione più marcata, visto l’ampio rialzo di giugno. L’indice coincidente migliora e sale a 118,3 da 116,6, mentre quello sulle aspettative corregge a 83,3 da 84,6, forse sulla scia dei timori subito dopo il referendum inglese. La valutazione del mercato del lavoro rimane positiva, con un modesto, ulteriore miglioramento rispetto a giugno. Le aspettative di inflazione correggono a 4,7% da 4,8%, probabilmente sulla scia del calo del prezzo della benzina visto nelle ultime settimane. Tutti gli indicatori collegati ai consumi restano positivi e puntano a una dinamica della spesa personale solida dal 2° trimestre in poi.

Le vendite di nuove case a giugno sono aumentate a 592mila unità da 572mila (rivisto al rialzo da 551mila, rettificando quindi del tutto la correzione dopo il balzo di aprile). Nel mese l’aumento è stato del 3,5% m/m da zero. La lettura combinata dei dati tra aprile e giugno è quindi decisamente buona, e la variazione di giugno in particolare ha segnato un massimo da febbraio 2008. Nel corso dell’estate dovrebbe persistere il trend espansivo in atto.

L'indice del settore manifatturiero della Richmond Fed a luglio aumenta a 10 da -10 di giugno (rivisto da -7) e dà indicazioni di modesta ripresa del settore. Il miglioramento dell'indagine è diffuso a tutti i sotto-indici con segnali espansivi per ordini, consegne e occupati.