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La luce in fondo al tunnel

Dopo dieci anni di distruzione di ricchezza, adesso l'economia è tornata in positivo.

di Giuseppe Turani |

Non appena esce un dato negativo sull’economia, i più spiritosi pongono la domanda classica: ma allora la luce in fondo al tunnel, già intravista da Mario Monti (e successori) era una pippa? Una scemenza per i gonzi?

No. Quella luce segnalava che qualcosa stava cambiando e qualcosa in effetti è cambiato. Per rendersene conto basta mettere in fila i dati e raggrupparli (lavoro fatto da Oxford economics).

I risultati sono questi. Fra il 2005 e il 2009 l’Italia ha conosciuto in media un Pil negativo dello 0,4 per cento all’anno. In pratica ha distrutto ricchezza per cinque anni di fila al ritmo dello 0,4 per cento all’anno.

Passiamo al quinquennio successivo, 2010-2014. Qui la distruzione di ricchezza è stata leggermente più alta: 0,5 per cento all’anno.

In totale abbiamo dieci anni in cui, mediamente, si è solo distrutta ricchezza, in cui non c’è stata alcuna crescita. E questo è il passato recente che abbiamo alle spalle e che molti critici fanno finta di non conoscere.

Ma, si diceva, qualcosa è cambiato. Infatti il periodo 2015-2019 si presenta (previsioni, in parte) con una crescita media annua del Pil pari allo 0,9 per cento. I cinque anni successivi, 2020-2024, dovrebbero conoscere una crescita media dell’1 per cento, in assenza di gravi incidenti internazionali.

In sostanza, dopo dieci anni di fila di distruzione di ricchezza, dovremmo conoscere dieci anni di creazione (sia pure non esaltante) di ricchezza.

Quelli che avevano visto una luce in fondo al tunnel, quindi, non si erano sbagliati. A essere in errore, o in malafede, sono invece gli abituali rosiconi.

Ma, si dirà, la crescita è poca, troppo modesta. Verissimo. E infatti fra il 2020 e il 2024 avremo ancora una disoccupazione media del 9,7 per cento (nei cinque anni precedenti era arrivata all’11,3 per cento).

Troppa poca crescita, comunque, mediamente mezzo punto percentuale meno della media europea. E allora la domanda da porre è la seguente: che cosa è cambiato nella società italiana rispetto a dieci anni fa?

La risposta la conosciamo tutti: molto poco. Ma, come può un sistema economico, capovolgere le sue prestazioni se non cambia? Distribuendo il reddito di cittadinanza? Convertendo tutti alla dieta vegana?

O facendo qualche buona e sostanziosa riforma?